Wikileaks, le email di Stratfor online

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Wikileaks, le email di Stratfor online da parte di Anonymous

Il sito Wikileaks ha annunciato di aver cominciato la pubblicazione di più di cinque milioni di email della società privata americana di intelligence Stratfor. La corrispondenza è stata ottenuta illegalmente, probabilmente a seguito dall’hackeraggio compiuto nel dicembre scorso ai danni della ditta dal gruppo di pirati informatici Anonymous.

Le email, che vanno dal luglio 2004 al dicembre 2011, secondo un comunicato di Wikileaks rivelerebbero l’uso da parte di Stratfor di “reti di informatori, strutture per il pagamento di tangenti, tecniche di riciclaggio del denaro e metodi psicologici”.

“Nella lista degli informatori di Stratfor figura un ambasciatore italiano presso uno Stato africano”, ha detto la giornalista dell’Espresso Stefania Maurizi intervenendo alla conferenza stampa organizzata da WikiLeaks al Frontline Club di Londra. “Non sappiamo quale sia il rapporto esistente fra questo ambasciatore e la compagnia americana”. L’Espresso è uno dei media partner di Wikileaks, ed ha contribuito alla pubblicazione dei file odierni, così come quelli del cablegate.

“Oggi WikiLeaks inizia a sollevare il velo sulle vite private e menzogne private delle spie private”. Lo ha detto Julian Assange alla conferenza stampa indetta al Frontline Club di Londra per presentare la pubblicazione delle mail della Stratfor. “Ci troviamo di fronte al fiorire di una forma di intelligence privata ma senza che ci siano contrappesi per tenerla sotto controllo”.

“La Coca Cola usò i servizi della Stratfor per monitorare gli attivisti della Peta – lega USA per la protezione animali, ndr – in relazione alle olimpiadi di Vancouver del 2009”, ha detto  Assange. “Il vicepresidente della Stratfor ha offerto alla Coca Cola accesso ai file classificati dell’FBI sulle strategie e le attività dei militanti della Peta”.

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“I documenti mostrano come lavora un’azienda privata di intelligence e come questa prenda di mira individui per conto dei suoi clienti pubblici e privati”, aggiunge la ong nella nota. Wikileaks afferma di avere le prove dell’esistenza di legami confidenziali fra Stratfor e aziende come l’indiana Dow Chemical di Bhopal e l’americana Lockheed Martin, oltre che con agenzie governative americane, fra le quali il Dipartimento di stato, la sicurezza interna, il corpo dei Marines e l’agenzia di intelligence per la difesa.

Le email targate Stratfor potrebbero essere state “manipolate, contraffatte, e contenere imprecisioni”, afferma la stessa società di intelligence in una nota, nella quale bolla la mossa del sito di Julian Assange come un tentativo di “intimidirci e costringerci al silenzio”. “Non le autenticheremo, né le commenteremo”, prosegue la nota: “Siamo stati derubati, doverne rispondere (delle email, ndr) significherebbe essere due volte vittime”.

(Via/ANSA)

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