Facebook: Class Action contro la SIAE

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L’iniziativa è partita alcune settimane fa dal profilo facebook di Umberto Palazzo ed è rimbalzata a suon di ‘mi piace’ da un capo all’altro del web fino ad arrivare ai principali quotidiani nazionali ed alle riviste di settore.

Palazzo conosce bene la musica ed il suo ambiente dal momento che è un cantautore e musicista in attività da più di trent’anni; per chi non lo conoscesse basterà dire che è stato uno dei personaggi principali della musica italiana indipendente degli ultimi decenni: nei primi anni novanta ha fondato i Massimo Volume e, successivamente, ha dato vita ad un nuovo progetto, il Santo Niente, con il quale ha ottenuto un contratto con il Consorzio Produttori Indipendenti. Da ricordare inoltre che a lui si deve la colonna sonora del film Jack Frusciante è uscito dal gruppo (1996), adattamento cinematografico dell’omonimo libro di Enrico Brizzi.

Palazzo ha lanciato una proposta ben precisa: invita i musicisti ad unirsi in una class action per contestare l’iniquità con cui vengono ripartiti i proventi derivati dalla compilazione dei cosiddetti borderò (gli elenchi dei brani eseguiti o suonati dal vivo che gli artisti sono tenuti a stilare per permettere il pagamento dei diritti agli autori).
Nella nota pubblicata sul suo profilo il musicista abruzzese spiega nei dettagli come avviene tale ripartizione, evidenziando il paradosso per cui a guadagnare maggiormente sono gli autori più ricchi e conosciuti mentre quelli indipendenti e poco famosi che suonano le proprie composizioni (e che costituiscono la stragrande maggioranza degli iscritti alla SIAE) non ricevono che briciole e vengono addirittura penalizzati dal sistema.
Palazzo contesta la modalità ‘a campione’ con cui la Società Italiana per Autori ed Editori stabilisce i guadagni delle serate di musica dal vivo e dei dj set e conclude “se ci fosse un’equa divisione ci toccherebbero magari degli spiccioli, ma decine di migliaia di piccolissime quote fanno milioni di euro per poche persone che hanno solo il merito di essere già ricche. Vi pare giusto?”
L’obiettivo del cantautore è comunque “ un’azione politica che porti al cambiamento di questa palese ingiustizia, tramite un nuovo regolamento” il mezzo è “una class action, che, anche se ha poche possibilità di vittoria in tribunale, può fare molto rumore e portare l’opinione pubblica dalla nostra parte”.
E’ evidente che l’iniziativa di Umberto Palazzo va a toccare un argomento molto sentito da tantissimi artisti indipendenti, iscritti e non alla SIAE, difficile farla passare inosservata anche per lo slogan scelto : “Incidi un capolavoro, Ligabue prende i soldi”.

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