Blackberry in crisi taglia 4500 dipendenti

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Blackberry in crisi sempre più nera; non accenna a diminuire l’appeal sul pubblico della casa produttrice dei famosi smartphone. Con una fortissima concorrenza e qualche nuovo lancio sbagliato, l’unico modo per proteggersi è licenziare in massa.

blackberry in crisiCrisi e licenziamenti, Blackberry in forte difficoltà

Ed alla fine del tunnel, arriva la ricetta da cavallo per riportare in strata un marchio celebre, ormai adagiatosi nella polvere: la Blackberry in crisi ha dato il via ad una radicale ristrutturazione interna per poter sopravvivere, tagliando 4500 posti di lavoro. La notizia è stata data dal Wall Street Journal, sempre molto puntuale circa le notizie che riguardano le aziende quotate al Nasdaq e, stando ai dati diffusi, si tratterebbe di un taglio del 40 per cento della propria forza lavoro.
La Blackberry, che prima del lancio del nuovo sistema operativo Blackberry10 si chiamava RIM (Research in Motion), due anni fa contava su 17 mila dipendenti, scesi a 12700 a marzo scorso, ultima data in cui sono stati diffusi i dati circa l’occupazione aziendale ed ora, scenderanno di ulteriori 4500, andando più che a dimezzare l’organico dell’azienda rispetto al 2011. Secondo il WSJ, i tagli riguarderanno tutte le divisioni aziendali, sintomo che la Blackberry in crisi sta cercando di rimodulare il proprio assetto aziendale, puntando anche, come dichiarato da alcuni portavoce dell’azienda, ad un nuovo mercato come quello dei servizi per le aziende. Blackberry, infatti, è anche famosa per l’integrazione dei propri smartphone con servizi come team working, reti dati criptate e produttività, dedicati alle aziende.

Venerdì il titolo dell’azienda era stato sospeso delle trattative per un tonfo del 2,4%, pari a 25 centesimi, facendo scendere il titolo a 10,27 dollari. La Blackberry in crisi aveva già lanciato un grido di dolore il 12 agosto scorso quando, per bocca dei propri portavoce, aveva annunciato di prendere in considerazione varie “alternative strategiche” tra cui anche la vendita dell’azienda.

I recenti modelli non hanno per nulla convinto il pubblico che, in attesa degli aggiornamenti e di nuovi sistemi operativi di Blackberry, si è rivolta ad altri costruttori come Samsung ed Apple che, in breve tempo, ne hanno consumato la considerevole fetta di mercato facendola scendere dal 14% a meno del 3. Conseguenza della crisi, sarà un taglio anche della gamma dei propri smartphone che passeranno da sei a quattro con una ricollocazione sia di fascia che di prezzo per tutti. A margine dell’annuncio dei 4500 esuberi, un portavoce della Blackberry in crisi, affidata al momento ad un comitato speciale, ha dichiarato che “Le mosse organizzative che faremo serviranno per continuare ad assicurarci di avere le persone giuste nei ruoli giusti per raggiungere nuove opportunità nell’elaborazione mobile”.

La crisi del costruttore dei famosi smartphone, è iniziata con un allontanamento volontario del fondatore dell’azienda per due anni, seguita da una scarsa propensione all’innovazione mentre, Android ed iOs cominciavano a soddisfare ogni tipo di esigenza della clientela sempre più esigente. L’arrivo, con anni di ritardo del nuovo sistema operativo Blackberry 10 ed il conseguente lancio di nuovi terminali, non ha per nulla convinto il pubblico che ha sancito perdite, nel secondo trimestre dell’anno, per una cifra compresa tra i 950 ed i 955 milioni di dollari. Le scorte accumulate ottimisticamente, inoltre, non hanno fatto che aumentare tale questo enorme deficit andando quasi a raddoppiarlo, a fronte di un ricavo più che dimezzato; gli analisti si aspettavano, infatti, guadagli per 3,04 miliardi di dollari quando sono stati solo 1,6.

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