Tasso di disoccupazione giovanile al 30,1%

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Allarme, sale il tasso di disoccupazione giovanile, a Novembre 30,1%

E’ veramente allarme per il tasso di disoccupazione giovanile che in Italia a Novembre è aumentato ed ha raggiunto quota 30,1%. Il tasso giovanile è calcolato nella fascia

di età compresa tra i 15 e i 24 anni.

Mi sorge però un dubbio: se si parte a conteggiare la fascia dall’età di 15 anni, non si incorre nell’errore di non considerare che l’istruzione, e quindi lo studio, è obbligatorio fino a 16 anni?

Quindi correttamente la stima dovrebbe essere fatta dai 17 ai 24 anni. Comunque sia penso che, rifacendo il calcolo in base a questa giusta stima, il risultato ,purtroppo, non sarebbe molto diverso.

Ma torniamo a verificare la salita del tasso di disoccupazione che a Novembre di quest’anno è  in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a ottobre e di 1,8 punti su base annua. E’ il tasso più alto da gennaio 2004 (inizio serie storiche mensili). Lo rileva l’Istat (dati destagionalizzati e provvisori).

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Il dato più allarmante però è quello relativo alla disoccupazione nel III° trimestre del 2011. Quello generale sale al 7,6% mentre quello giovanile al 26,9%!

Tutto questo lo rivela l’Istat in base a dati non destagionalizzati. Sempre l’Istat, facendo una comparazione con il 2010 ci dice che:

il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni aumenta al 26,5% dal 24,7% del terzo trimestre 2010.

Tutto questo non può che allarmarci, anche se, comparati con i livelli Europei:

 il mercato del lavoro in Spagna e in Irlanda stia attraversando un momento particolarmente difficile, soprattutto in Spagna dove il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 18,8% a Gennaio 2010. Quindi se lo paragoniamo, in proiezione al nostro tasso di disoccupazione medio annuale, arriviamo alla conclusione che l’Italia si trova a metà strada tra la Francia e il Regno Unito, una magra consolazione per chi il lavoro in Italia non ce l’ha.

Altro problema che occorrerà affrontare sarà quello della continua richiesta di emigrazione lavorativa giovanile, anche oltre l’Europa, per trovare una migliore e più gratificante  proposta di lavoro.

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