Epatite A: allarmante recrudescenza in Italia

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Dopo un rassicurante calo dei casi negli ultimi anni, l’epatite A (Hav) ha registrato un preoccupante aumento dei casi nel nostro paese. Sotto accusa i frutti di bosco congelati di provenienza extraeuropea, additati come origine del contagio.

Epatite A

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità i casi di epatite A nel nostro paese sono cresciuti, negli ultimi tre mesi,  del 70%. E la situazione minaccia di aggravarsi con l’arrivo dell’estate. Le precauzioni da prendere.

Il ministero della salute lancia l’allarme e, con una circolare diramata pochi giorni fa, descrivendo una “particolare situazione in atto” (ossia la recrudescenza e il preoccupante aumento dei casi di epatite A nel nostro paese), dispone l’obbligo di immediata comunicazione dei nuovi casi.

Cosa vuol dire? Vuol dire semplicemente che il trend dell’epatite A (per la descrizione della malattia e dei suoi sintomi vi rimandiamo al link su wikipedia) si è bruscamente invertito nel nostro Paese: se la malattia sembrava ormai scomparsa o contenuta, negli ultimi tre mesi è stato registrato un aumento preoccupante dei casi, un’impennata di ben 70% tra marzo e maggio di quest’anno.

Fino a questo momento sono stati individuati, in Europa, due veicoli di contagio per questa nuova ondata epidemica: uno proveniente da alcuni turisti rientrati da una vacanza in Egitto (probabilmente a causa delle scarse condizioni igieniche di quel paese, dove il virus è endemico), un altro in relazione a delle partite di frutti di bosco congelati, usualmente utilizzati per la guarnizione di torte e gelati.

Quest’ultimo caso ha rappresentato un po’ una novità per gli epidemologi, perché, per quanto il virus si sappia che non viene ucciso con il congelamento, non era mai stata osservata la sua permanenza in prodotti congelati.

Quali sono, a questo punto, le precauzioni da prendere? La prevenzione è sempre la stessa: la cottura ad alte temperature e l’igiene approfondita sono le armi efficaci contro questo virus nel nostro paese, mentre se invece si intraprende un viaggio in posti dove l’infezione è endemica, si consigliano la vaccinazione preventiva e di evitare tassativamente il consumo di frutta, verdura e sopratutto di acqua non controllata.

2 Commenti
  1. alessandra dice

    sappiamo perfettamente quale sia il livello igienico dei paesi asiatici o mediorientali. eppure continuiamo ad importare i loro prodotti, grazie anche ad italiani privi di scrupoli: l’unica arma astenersi dal consumo di cibi e prodotti contraffatti…..prima o poi i parassiti europei che autorizzano questo mercato globale indecente dovranno svegliarsi!

    1. Sergio Anzi dice

      Oddio: sono stato in Giappone ed ho visto standard igienici decisamente più elevati che in qualunque città italiana. Non sempre è vero 🙂

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