Vicenda Cardullo, alle accuse risponde la capogruppo Lombardi

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Roberta Lombardi ha replicato alle accuse mosse al movimento dall’avvocato Massimiliano Cardullo. L’avvocato non era dipendente del movimento, era pagato tramite partita Iva  e la collaborazione è terminata dopo aver avuto conferma delle sue critiche al movimento.

La vicenda di Massimiliano Cardullo non è, così come previsto, terminata. Dopo l’accusa dell’avvocato che ha scritto una lettera al Presidente della Camera Laura Boldrini accusando il movimento cinque stelle di averlo licenziato per delle sue opinioni personali espresse su Facebbok, arriva la replica del movimento grillino tramite Roberta Lombardi, capogruppo della Camera del M5S.

La replica di Roberta Lombardi

Non era un nostro dipendente. Cardullo è un professionista a partita Iva di cui il gruppo si è avvalso per una settimana e che abbiamo regolarmente pagato. Dopo averlo incaricato ci siamo accorti che lui aveva lavorato con Futuro e Libertà, cosa che ci aveva nascosto. E poi sulla pagina Facebook abbiamo scoperto che dal giorno dopo le elezioni, aveva cominciato ad attaccare il Movimento. A quel punto è ovvio che viene a cadere il rapporto fiduciario. Gli abbiamo chiesto di presentare fattura per la settimana di lavoro e abbiamo considerato chiuso il rapporto“. Prive di fondamento sarebbero, secondo la Lombardi, anche lea ccuse di Cardullo circa alcuni epiteti a lui rivolti da alcuni esponenti del movimenti che l’avrebbero etichettato come mafioso o massone. 

A bene vedere le due versioni, quella della Lombardi e quella di Cardullo, presentano dei punti di congruenza: se non altro la Lombardi ha ammesso  che la decisione di interrompere il rapporto con Cardullo  è stata presa dopo aver preso visione delle sue opinioni politiche sul social network Facebook.  Non è ovviamente il primo caso del genere dato che molto spesso i lavoratori, che siano essi regolarmente assunti mediante contratto o che siano stati retribuiti in vario modo, ivi compreso quello della partita Iva, vengono allontanati dal loro posto di lavoro a causa di “divergenze” di opinioni non confacenti alla linea di pensiero del proprio datore di lavoro. Questa è una delle principali difese dei sostenitori del movimento cinque stelle, che sottolineano la coerenza dei grillini nel fronteggiare questa peculiare situazione. Chi invece condanna questo comportamento ha espresso una semplice domanda: ma i deputati del movimento cinque stelle non avrebbero dovuto comportarsi in tutto e per tutto in modo diverso?

1 Commento
  1. Sergio Anzi dice

    La toppa è peggiore del buco, perché Cardillo aveva chiaramente scritto nel suo curriculum che aveva lavorato in Futuro e Libertà, quindi al di là del fatto di essere d’accordo o meno con la decisione del M5S, un dato di fatto è che la Lombardi ha sentito di dover rafforzare le sue tesi proferendo una palese bugia.

    Oppure non avevano letto il curriculum?

    In entrambi i casi, non ci fanno una bella figura.

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