Pallone d’Oro 2015: Messi-Ronaldo-Neymar JR.

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I tre giocatori che si giocheranno il Pallone d’Oro 2015 sono: Lionel Messi, Cristiano Ronaldo e Neymar Jr.

La coppia “Pulce” e “CR7” ha monopolizzato il calcio mondiale e in particolare modo le ultime nove edizioni del Pallone d’Oro, infatti anche nel 2015 troviamo nelle prime tre posizioni sia il giocatore portoghese sia il giocatore argentino, quest’ultimo favorito per la vittoria finale. L’intruso, quest’anno, è Neymar Jr il capitano della Selecao e attaccante del Barcellona di Luis Enrique. Niente da fare per l’altro componente del tridente campione del mondo per club, l’uruguaiano Luis Suarez, e quindi niente da fare per la suggestiva ipotesi di un podio tutto balugrana. Il verdetto finale sarà messo il prossimo 11 Gennaio a Zurigo.

Da sette edizioni, ormai, il pallone d’oro è divenuta una lotta a due, una lotta tra Messi e Ronaldo due marziani che a suon di gol e di giocate fantastiche hanno incantato il mondo. Sono quattro i palloni d’oro conquistati da Messi, molto probabilmente diventeranno cinque,  tre, invece, quelli conquistati da Cristiano Ronaldo. L’ultimo pallone d’oro conquistato da un “non marziano” ma da un umano risale al 2007, quando fu Kakà, che vestiva la maglia del Milan, ad alzare l’ambito trofeo.

Volendo allargare il nostro discorso, possiamo dire che il trionfo del Barcellona sarà completo, infatti a vincere il premio come miglio allenatore dell’anno dovrebbe essere Luis Enrique, ex allenatore giallorosso che in molti rimpiangono soprattutto per non aver capito la sua filosofia di gioco. Il contributo apportato da Luis Enrique al gioco del Barcellona è evidente, dato che è riuscito a conservare alcuni tratti del Guardiolismo, meglio conosciuto con il termine TIKI-TAKA, aggiungendo più velocità ma soprattutto tanta profondità.

Il tridente del Barcellona è il più forte del mondo, e su questo non ci sono dubbi, e sono in molti a pensare che forse questo sia il tridente più forte di sempre. Tra i tre attaccanti c’è un alchimia speciale, un alchimia che non c’era nel trio Messi-Eto’ò-Ronaldinho e nemmeno in quello Messi-Henry-Ibrahimovic. Il motivo di una tale coesione è dovuta al fatto, a mio avviso, che né Suarez né Ney hanno messo in discussione la gerarchia che vige nella squadra spagnola: Messi è al di sopra di tutti e “sotto” ci sono il giocatore brasiliano e quello uruguaiano.

Tridenti che hanno fatto la storia. Brevemente, ripercorrerò i tridenti che hanno fatto la storia del calcio, scrivendo pagine leggendarie e indelebili, partendo dalla fine degli 60′. Era il 1968 quando il Manchester United mostrava al mondo il tridente Best-Charlton-Law che tramortiva gli avversari. Negli stessi anni, però, in Olanda, l’Ajax di Michels fece conoscere il “calcio totale” dove i giocatori ricoprivano ogni sorta di ruolo e il mondo intero conosceva il tridente Cruijff-Rep-Keizer. Negli anni 80′ i riflettori sono tutti puntati sull’Italia, quando Arrigo sacchi, affascinato dal gioco degli olandesi, forma il Milan con questo tridente, non proprio “purissimo”, Donadoni-Gullit-Van Basten e sempre di quel periodo troviamo il tridente rinominato MA-GI-CA formato da Maradona, Giordano e Careca, che permisero al Napoli di conquistare il secondo posto nella stagione 87-88. Infine l’ultimo tridente che ha fatto sgranare gli occhi è stato quello messo insieme da Scolari, formato da Ronaldo, Rivaldo e Ronaldinho, grazie al quale il Brasile nel 2002 conquistò il campionato mondiale.

 

 

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