Caso Katidis, Pavoncello scrive al Novara: “No al tesseramento”

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Georgos Katidis finisce nel mirino del presidente della Federazione Italiana Maccabi: “Non avrei dato una seconda occasione”.

Georgos Katidis, 20enne centrocampista greco, al centro di numerose polemiche

Il gol, il braccio teso, la sospensione a vita dalla nazionale

Il nuovo acquisto portato a termine dal Novara in questa sessione di calciomercato non è affatto passato inosservato. Georgos Katidis è il protagonista di un caso di portata nazionale, non tanto per il suo futuro tra le fila degli azzurri piemontesi (i quali, nel mentre, hanno ufficializzato il nuovo direttore sportivo Luca Cattani, proveniente dal Palermo, ndr) quanto per il suo passato.  Il centrocampista ellenico classe ’93, quando militava nell’AEK Atene, è finito nell’occhio del ciclone per un gesto compiuto durante una partita di campionato disputata a marzo di quest’anno contro il Veria: Katidis segna la rete decisiva, quella del 2 a 1 che ha permesso alla sua squadra di conquistare tre punti, festeggiando il gol con un saluto nazista rivolto verso la propria tifoseria. Il presidente e la dirigenza hanno optato unanimemente per l’esclusione dalla compagine capitolina fino al termine della stagione; stessa decisione presa dalla Federazione greca, decretando la sospensione a vita del giovane calciatore da tutte le nazionali elleniche. Un gesto che avrebbe potuto chiudere la sua carriera prima ancora che potesse fiorire se non gli fosse stata concessa da una squadra italiana, il Novara, una seconda chance.

Katidis è stato preso di mira dal presidente della Federazione Italiana Maccabi, Vittorio Pavoncello: “No al tesseramento!”

Il Maccabi non ci sta: “Vogliamo tutelare il mondo da odio e violenza”

Tra i più indignati riguardo il caso Katidis c’è la Federazione Italiana Maccabi, organizzatrice di attività sportive e culturali nelle comunità ebraiche nel mondo. Il presidente Vittorio Pavoncello ha ritenuto necessario spedire una lettera di “protesta” alla società calcistica novarese, invitando il presidente Carlo Accornero a ripensarci: “Pur comprendendo la finalità manifestata dalla dirigenza sul fronte educativo, ritengo che i pericoli derivanti da questa decisione sovrastino di gran lunga i benefici. Katidis ha espresso scuse di facciata che non devono trarci in inganno. Il suo, come un osservatore neanche troppo attento potrà rilevare, è un pentimento superficiale e con finalità del tutto contingenti legate a una carriera che rischia di interrompersi prematuramente”. Membro dell’Europarlamento ebraico, Pavoncello spiega che “con un suo tesseramento, auspicato dalla galassia della destra più estrema, il campionato perderebbe di credibilità dando una pessima immagine di sé in Italia e nel mondo. In particolare a tutti quei giovani che ai campioni dello sport, e ai valori da loro trasmessi, guardano con rinnovata speranza e fiducia. Non sono un censore, ma semplicemente un uomo di sport. E in questa veste, che ci accomuna, ritengo fondamentale tutelare il nostro mondo da chi vuole attentare alla sua integrità veicolando messaggi di odio e di violenza. Sono certo che le mie parole potranno rivelarsi costruttive”.

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