A Parigi: Modigliani Soutine e l’avventura di Montparnasse, una mostra da non perdere.

Una delle tante mostre attualmente a Parigi, una mostra però veramente speciale quella che ha aperto le porte poco prima di Pasqua e che non le chiuderà prima del 9 settembre: Modigliani Soutine e l’avventura di Montparnasse alla Pinacoteca di Parigi al numero 28 di Place de la Madeleine.

Una mostra da non mancare, dedicata essenzialmente a Amedeo  Modigliani e Chaïm Soutine due grandissimi pittori che a Parigi non sono nati ma vi hanno lasciato tracce notevoli.

Una mostra che vuole comunque rendere omaggio a Jonas Netter, il mercante d’arte, collezionista cui era appartenuta la raccolta delle opere esposte e grazie al quale possiamo contemplare la loro bellezza.

Netter uno dei primi a comprare le opere di Modigliani che aveva scoperto e di cui ne era rimasto affascinato è tra i più importanti collezionisti del XX secolo.

Vero talent-scout rimasto però sconosciuto al grande pubblico.

Senza di lui eppure, sarebbe stata forse difficile per  Modigliani, Soutine e Utrillo una grande facilità a farsi ammirare.

La mostra è stata creata dalla Pinacoteca di Parigi per rendere omaggio al talento di fine scopritore di Jonas Netter e per permettere al pubblico di scoprire un insieme di splendide opere, in gran parte di Modigliani, finora mai esposte.

Opere di Modigliani, di Soutine  insieme a quelle di Utrillo, Derain, Suzanne Valadon (la madre di Utrillo) e  Vlaminck , che ricostituiscono la collezione di Netter così come era all’epoca, collezione di lavori degli artisti di Montparnasse dei primi decenni del ‘900.

Si realizza così  il desiderio dell’antico proprietario , quello cioè che questi splendidi quadri siano ammirati da un vastissimo pubblico.

 

L’italiano Amedeo e il russo Chaïm, sono due artisti che apprezzo enormemente.

Il primo conosciuto, per tanti motivi, fin dall’infanzia, il secondo scoperto recentemente, alcuni anni fa in questa stessa Pinacoteca di Place de la Madeleine, in una mostra dedicata al solo Soutine .

Legati da amicizia nella Parigi dei primissimi decenni dello scorso secolo, entrambi a Parigi moriranno e rimarranno per sempre.

Soutine è sepolto al cimitero di Montparnasse, Modigliani in quello  del Père Lachaise.

Al Père Lachaise riposano grandi celebrità del passato, artisti, pittori, musicisti, ma anche artisti e personalità molto più recenti , insieme a migliaia di defunti “sconosciuti”

Questo cimitero è uno dei luoghi più visitati di Parigi, altrettanto celebre che musei e monumenti parigini ben più gai.

Ci sono finita anch’io più di una volta, sperdendomi in questo enorme spazio aperto diviso in zone caratterizzate e distinte da numeri e coordinate per poter localizzare la tomba della persona ricercata.

Una volta ho tentato senza grande successo di aiutare un ragazzo americano che  aveva qualche difficoltà a comprendere leggere o esprimersi nella lingua detta di Molière(scrittore tra l’altro sepolto proprio in questo cimitero) e che voleva andare in pellegrinaggio sulla tomba di Jim Morrison.

Il risultato della ricerca, nonostante lo studio accurato della piantina, rimase infruttuoso  forse anche per la mancanza di tempo necessario, il cimitero si preparava alla chiusura.

Ci sono stata una volta però e con maggior successo  per un saluto a Modigliani, anche se ritrovarlo non era stato per nulla facile nonostante le coordinate più che precise.

La sua era una tomba un po’ nascosta e finanche un po’ dimenticata.

Ero passata accanto a mausolei di divi e artisti, personalmente poco interessanti , che ostentavano tombe molto glamour  e scovare infine il “mio” Modigliani così seminascosto, difficilmente visibile e circondato da erbacce mi aveva stretto il cuore.

Ben altre considerazioni mi avevano ancor più intristita, la sua morte,  a 35 anni seguita dal suicidio di Jeanne Hebuterne, la sua compagna 22 anni non ancora compiuti, in condizioni e circostanze veramente toccanti.

Ho lasciato il cimitero con pensieri decisamente lugubri e per farmeli passare, o almeno cercare un po’ di leggerezza ho dovuto fare un vero sforzo; riesumare la storia della famosa beffa legata a Modi’ alle sue false sculture ripescate nei fossi di Livorno.

Certo –mi ero detta- che le famose teste piuttosto che ammuffire in fondo a un magazzino avrebbero potuto essere trasportate  al Pere Lachaise e poste a mo’ di ornamento ai lati della tomba.
Avrebbero fatto una fine più simpatica e avrebbero portato un tocco non dico di colore, perché tonalità pietra su pietra variano poco la colorazione , ma sicuramente di “diverso” su questa tomba così trascurata.

Ma forse è bene che la tomba se ne rimanga così com’è un po’ indietro, un po’ nascosta, e appaia solo agli occhi di chi la cerca con insistenza  mentre lei  continua a proteggere l’intimità e infine la pace di Modi’ e di Jeanne.

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