Borsa e risposta: la versione della commessa di Zurigo

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Nega l’accusa di razzismo. Il racconto della commessa sul SonntagsBlick. Un vero “caso – borsa”,  anche la pubblicità se ne impossessa

Borsa e risposta

La commessa della boutique di lusso di Zurigo in un’ intervista pubblicata sul “SonntagsBlick”, giornale svizzero della domenica racconta la sua versione dei fatti, su quello che è diventato una sorta di “caso – borsa” ipotizzando dal canto suo, così come la proprietaria del negozio, che si sia trattato di un misunderstanding.

La commessa non si è mai sognata di rispondere in maniera maleducata alla cliente, negandole la borsa, in alto sullo scaffale, perché troppo cara “per lei”. Si sarebbe limitata a dire che quella che la Winfrey le indicava di voler vedere, la borsa in coccodrillo nero era lo stesso modello della borsa che aveva tra le mani solo in versione più dispendiosa e che avrebbe potuto farle vedere anche altri articoli.

Quanto detto dalla commessa è stato interpretato dalla cliente come volontà di precluderle un oggetto su basi, come a tutti oramai è noto (dopo l’ intervento televisivo della Winfrey), di discriminazione e di pregiudizi razziali.

Ma la commessa nega con fermezza: “Perché proprio io dovrei discriminare qualcuno per la sua origine? Non ha senso!”, facendo questa volta lei stessa riferimento alle sue origini di oltr’alpe.

 Borsa “troppo cara per lei“!

Non è vero, la commessa replica “È assurdo. Non direi mai una cosa del genere a un cliente. Veramente mai! La buona educazione e la gentilezza sono la base di questa attività“.

“Buona educazione e gentilezza”!!! Sacrosanta verità, che chi è in contatto con il pubblico non dovrebbe mai dimenticarsi di possedere, utilizzare, mostrare nei confronti di chi si trova davanti, sia che si tratti di un cliente o di un utente.

E lo stesso vale o dovrebbe valere per chi si trova dall’altra parte del bancone, dello sportello, del carrello, in fila, in attesa di acquistare, pagare o solo chiedere…. insomma una realtà che dovrebbe essere universale nei rapporti con gli altri!

Un vero ” caso – borsa “

Su quest’ assurda storia ho l’impressione che di fiumi d’inchiostro ne siano corsi fin troppi, e mi sono sinceramente posta la domanda se dopo aver ceduto una prima volta, avrei dovuto continuare ad ingrossare il fiume del bla – bla – bla,  ma considerando i Pari diritti, pari opportunità, sono giunta alla conclusione che dopo una campana anche la seconda aveva diritto di suonare ed io, per onestà d’informazione, veicolarla e  dopo la testimonianza di Oprah Winfrey, riportare quella della commessa incriminata.

Borsa marca Vögele Shoes
Le nostre commesse mostrano volentieri tutte le borse ai clienti. Anche alle presentatrici di talk-show americani

E a questo punto, concludere con il suono di una terza campana, quella della pubblicità e dell’ironia, che difficilmente restano indietro, che si sono impossessate della storia e, attraverso la pubblicità di  Vögele Shoes, sui giornali domenicali svizzeri tedeschi hanno fatto annunciare:

Le nostre commesse mostrano volentieri tutte le borse ai clienti. Anche alle presentatrici di talk-show americani.” avendo cura di precisare che “Tutte le borse costano meno di 35.000 franchi“….li stessi 35.000 franchi annunciati invece come prezzo di borse di pasta sfoglia  in pasticcerie e panetterie di Zurigo.

Ognuno si fa la pubblicità che meglio crede!

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