Dieta De Medici, molto ricca di carne rossa uova, pesce ma povera di verdure la centro di ricerche delle università italiane ed Americane
Dieta troppo ricca di carni e di proteine ma povera di verdure, era questa la dieta in voga nell’Italia dei Medici tra il ‘400 ed il ‘500 quando si dava, per chi se lo poteva permettere, un forte stimolo al consumo alimentare di carni rosse, pesce ed uova, senza dare il peso che avrebbero dovuto avere, nell’alimentazione, la verdura.
Lo Studio sulla dieta De Medici e Aragonesi è stato redatto da un team di università italiane e Statunitensi: dalla Seconda Università di Napoli e dal Centro Circe di Caserta, dall’Università americana del Minnesota e dall’università di Pisa.
tutta questa alimentazione che primeggiava una dieta a base di carne ed uova, ha favorito lo svilupparsi di malattie quali la gotta e l’arteriosclerosi riscontrate maggiormente negli appartenenti alla famiglia De Medici.
La gotta, molto diffusa in queste Famiglie dell’alta borghesia è una malattia che creava complicanze varie. Sotto una descrizione fonte Wikipedia di questa patologia:
“Spesso, la gotta si manifesta in combinazione con altri problemi medici. La sindrome metabolica, l’obesità, l’ipertensione, l’insulino resistenza e elevati livelli di lipidi, sono condizioni predisponenti che si riscontrano in circa il 75% dei casi di gotta. Altre condizioni mediche rappresentano complicanze della gotta, quali: policitemia, avvelenamento da piombo, insufficienza renale cronica, anemia emolitica, psoriasi nonché il trapianto d’organi”
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“Un indice di massa maggiore o uguale a 35 aumenta il rischio di gotta di circa tre volte nel paziente maschio. L’esposizione cronica al piombo è un noto fattore di rischio a causa del suo effetto dannoso sulla funzionalità renale. La sindrome di Lesch-Nyhan è spesso assciata con l’artrite gottosa”.
Sotto invece, sempre tratto dalla stessa fonte, un breve ritratto di Lorenzo De Medici al quale va attribuito l’essere stato uno dei più grandi mecenate d’arte del ‘500:
“Lorenzo non fu solo un uomo politico scaltro, ma anche un poeta e cultore d’arte. Era innamorato della cultura e della poesia e si compiaceva di sperimentarne ogni forma, per il sottile piacere intellettuale che probabilmente ne traeva. La sua estrema varietà di generi, modelli letterari, toni e stili rende molto difficile il compito di individuare una fisionomia unitaria nella personalità di Lorenzo. C’è anzi chi l’ha definito un “dilettante”, sostanzialmente inferiore alle diverse materie via via assunte”.



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