Francia e Italia: a disposizione strutture socio sanitarie per espiantare le protesi al seno tipo Pip, nei casi resi realmente necessari

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Il governo francese e quello italiano, dopo la segnalazione del rischio tumorale per le protesi al seno  Pip, mettono a disposizione dei casi  necessari l’assistenza Ssl

Per chi non avesse letto il precedente articolo in merito:

https://www.mondoinformazione.com/allarme-tumore-per-le-protesi-al-seno-in-silicone-tipo-pip-salute-a-rischio-per-50-000-donne/

La segnalazione era partita dal Dipartimento della Salute Britannico il quale dichiarava:

che le protesi mammarie di tipo Pip (Poly implants protheses) possono produrre sintomatologie tumorali con gravi rischi per la salute. L’inchiesta riguarda una marca di protesi al seno prodotte sottocosto da un’azienda francese, queste protesi sono state esportate in tutto il mondo, quindi il rischio, per via della diffusione del prodotto, si allarga a molti paesi europei.

Per quanto riguarda l’Italia il ministro  della Salute Renato Balduzzi annuncia la decisione, sulla base del parere espresso oggi dal Consiglio superiore di sanita’ (Css), di invitare le donne che abbiano effettuato un trapianto Pip, a contattare la struttura ed i medici a cui si erano rivolti per l’intervento. Si stima che in Italia le donne che abbiano fatto questo impianto  possano essere in un numero compreso tra: le 4000 e 4..300.

 

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