BioArchitettura dalle Smart City alle Earth City

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BioArchitettura nella progettazione dei nuovi aggregati urbani sostenibili. Le Earth City rispettano le caratteristiche geografiche, climatiche ed ambientali delle aree in cui sorgono.
Earth Ciity

Sono piccoli aggregati, formati da tre blocchi funzionali da 5000 residenti per un totale di circa 15.000 abitanti, integrati nel territorio. Quasi la metà della superficie è un grande polmone dedicato alla bio-diversità. Inoltre sono  previsti l’agricoltura e l’allevamento per il fabbisogno dei residenti.

Earth City è la risposta alle attuali esigenze legate all’energia, l’ambiente, la sicurezza e la preservazione e protezione dei beni storici e delle risorse naturalistiche. Non saranno comunità isolate bensì fortemente connesse al contesto circostante. Opportunità di lavoro saranno perlopiù provenienti dall’ information technology. Attualmente sono in progettazione tre tipi di Earth City per clima tropicale, temperato e equatoriale. Le cittadine saranno autosufficienti dal punto di vista energetico. Alimentate da fonti energetiche rinnovabili  che producono quanto basta alle necessità del momento. Onde evitare sprechi.  I trasporti prevedono perlopiù mezzi pubblici ed auto elettriche in condivisione. Oltre che ampie aree pedonali. Il progetto è dello studio JMSchivo&Associati con studio a Roma e a Parigi. La peculiarità è la loro visione unificata di architettura, ingegneria, eco-sostenibilità e design d’interni. Per ora è tutto sulla carta in attesa del finanziamento di  istituzioni “illuminate”.

Di Smart City si parla in Cina dove è prevista per il 2030 la realizzazione di Caofedian nel Golfo di Bohai. L’ ecocity cinese che coniuga l’innovazione con l’efficienza energetica è un progetto tutto italiano, dell’Architetto Pierpaolo Maggiora. Sorgerà su un’area di 94mila chilometri quadrati e vi abiteranno 2,4 milioni di persone. Di queste 350.000 circa saranno impiegate nella green economy. Saranno alimentate da fonti di energie rinnovabili. Il 38% dall’energia delle maree, il 18% dall’eolico, il 10% da pannelli solari condominiali. E per il restante i rifiuti verranno trasformati in biogas.

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