Giornata mondiale del donatore di sangue

1 72

Giovedì 14 giugno 2012 si svolgerà la giornata mondiale del donatore del sangue; istituita dall’organizzazione mondiale della sanità, vuole mettere a disposizione tutti i mezzi possibili per diffondere la sensibilizzazione sul tema della donazione del sangue come mezzo fondamentale per salvare tante vite umane e come opera di bene che più persone possibili potrebbero fare per contribuire alla salute di milioni di persone.

Saranno presenti in tutta italia iniziative,gazebi informativi, eventi musicali e culturali.

“Tanti colori per un unico dono” è lo slogan per la Giornata Mondiale del Donatore di sangue. Un evento che AVIS (associazione volontari italiani del sangue) festeggerà in moltissime città italiane. Nella stessa giornata, a Roma, ci sarà un importante convegno al Miur (Ministero dell’Istruzione, Università, Ricerca Scientifica) su educazione alla salute e qualità della vita dal titolo  “Educazione alla salute e qualità della vita: il benessere organizzativo a scuola e nella comunità di lavoro”.

Ma il paese fulcro della campagna per la donazione del sangue di quest’anno sarà la Corea del Sud, che ha realizzato la locandina ufficiale della campagna.

Si è tenuto anche un concorso, promosso da centro nazionale sangue e Pubblicità Progresso, dal titolo La sostenibile leggerezza del dono con  i più importanti esperti in comunicazione per costruire una cultura del dono basata sulla consapevolezza, sulla responsabilità, ma anche sulla leggerezza.

L’obiettivo del concorso è quello di premiare la realizzazione (da parte di giovani tra i 18 e i 28 anni) di un video pubblicitario che proponga in modo “non convenzionale” il messaggio “share the care”, cioè condividere la cura con ogni essere umano attraverso la donazione del sangue. Questo il video dei vincitori del concorso: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=1f6cuN9Zzbw
1 Commento
  1. Anne Felton dice

    Si scaverà per recuperarlo?

    (ANSA) – CITTA’ DEL VATICANO, 10 GIU

    Nuove scosse nel cuore della notte, per fortuna lievi, si sono verificate in Emilia quando Benedetto XVI recita l’Angelus in piazza San Pietro.
    Il Papa pensa “con affetto” alle persone e alle comunità colpite, invita alla solidarietà, ricorda le numerose chiese distrutte e le messe celebrate “all’aperto o in grandi tende”. Il terremoto, osserva Benedetto XVI, è una situazione in cui si testa “la capacità di condividere la vita e i beni, di portare i pesi gli uni degli altri”, e chi crede non può non essere colpito dal fatto che sotto i crolli ci sono anche tanti tabernacoli con le ostie consacrate. Cioé “Cristo è rimasto sotto le macerie”. Per papa Ratzinger è evidentissimo il legame concreto tra i terremotati e la festa del Corpus domini, che “in Italia e in molti altri Paesi si celebra oggi”.
    La festa, per i cattolici, conferma la “presenza reale” di Cristo nell’ostia della comunione, custodita anche nei tabernacoli delle chiese. “Non posso a questo proposito – riflette il Pontefice – non pensare con commozione alle numerose chiese che sono state gravemente danneggiate dal recente terremoto in Emilia Romagna, al fatto che anche il Corpo eucaristico di Cristo, nel tabernacolo, è rimasto in alcuni casi sotto le macerie”. Le messe all’aperto, cioé Cristo in tendopoli come le persone rimaste senza casa, per il Papa,”fa risaltare ancora di più l’importanza di essere uniti nel nome del Signore, e la forza che viene dal Pane eucaristico, chiamato anche ‘pane dei pellegrini'”.
    E’ “dalla condivisione di questo Pane”, ha rimarcato, che “nasce e si rinnova la capacità di condividere anche la vita e i beni, di portare i pesi gli uni degli altri, di essere ospitali e accoglienti”. Tra i gesti di solidarietà proposti da Benedetto XVI, anche quello della donazione del sangue, nella Giornata mondiale del donatore di sangue, promossa dalla Organizzazione mondiale della sanità. Benedetto XVI ha proposto anche alcune considerazioni sulla adorazione dell’ostia e il suo legame con la messa. Comunione e adorazione per il Papa, si integrano nella fede della Chiesa.
    E la devozione che si esprime nella processione del Corpus domini non è folclore popolare, ma manifestazione di fede e unità della Chisa, esattamente come lo è la assemblea dei fedeli durante la messa. Echi di dibattiti postconciliari: ieri il card. Ouellet sull’Osservatore romano ha ricordato che l’adorazione popolare dell’Eucaristia non deve essere “sminuita come un costume pietistico ormai superato” e che identificare la chiesa solo con “l’aspetto comunitario” far rischiare di ridurre “la celebrazione eucaristica alle sue implicazioni etiche e sociali”. Oggi il Papa, che giovedì scorso aveva già detto la sua su adorazione, messa e scomparsa del sacro, ha fatto sintesi: se Cristo è nell’ostia, è anche sotto le macerie e in tendopoli, è questa la fede della Chiesa, su questa si fonda la sua unità e da questa nascono amore concreto e solidale e capacità di compassione.

Rispondi