Fumo: ecco i tempi di recupero dai danni provocati dal fumo

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Un recentissimo e importantissimo studio giapponese ha svelato, nel dettaglio, i tempi di recupero dai danni provocati dal fumo ed è emerso che la funzione endoteliale migliora dopo appena due mesi mentre per abbassare il livelli di serotonina nel sangue sono necessari più mesi anche anni.

fumo-imamgine-sigarettaTempi di recupero dai danni provocati dal fumo. Che il fumo fa male lo sanno anche le pietre, ma cosa succede quando decidiamo di smettere? Una risposta a questa domanda ci viene data da un gruppo di ricercatori giapponesi dell’Università di Nagoya, che si è occupato di analizzare i tempi di recupero del tessuto endoteliale e dei livelli di serotonina. Per meglio comprendere di ciò di cui stiamo parlando, possiamo dire che il tessuto endoteliale è un tessuto che ricopre la superficie interna dei vasi sanguigni, del cuore e dei vasi linfatici mentre la serotonina è un neurotrasmettitore.

Tempi di recupero dai danni provocati dal fumo. “I fumatori hanno il doppio delle probabilità di avere un attacco di cuore rispetto alle persone che non hanno mai fumato. Smettere di fumare è la decisione più importante che le persone possono prendere per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, ma nessuno studio sino ad oggi aveva valutato la completa reversibilità del rischio dopo aver deciso di smettere col fumo” , queste le parole di Yasuaki Dohi autore principale dello studio.

Lo studio è stato condotto su 50 volontari aventi un’età media di 40 anni. Dalle analisi è emerso che soffrivano di disfunzioni del tessuto endoteliale e inoltre è emerso un aumento dei livelli di serotonina nel sangue. A questo punto gli studiosi hanno chiesto ai fumatori di smettere di fumare per 8 settimane e 21 delle persone che si sono sottoposte ai test hanno accettato ma solo il 50% di questi è riuscito a raggiungere l’obbiettivo.

Tempi di recupero dai danni provocati dal fumo: i risultati. Nelle 11 persone che sono riuscite a portare a termine l’obbiettivo si è potuto constatare un miglioramento della funzione endoteliale, al contrario i livelli di serotonina nel sangue permanevano abbastanza alti e quindi pericolosi. Il risultato del test è ben riassunto nelle parole del dottor Yasuaki Dohi “I risultati del nostro studio dimostrano che smettere di fumare può avere un effetto benefico sui livelli di serotonina, tuttavia l’effetto è troppo lieve ed 8 settimane non sono sufficienti per normalizzarli. Nel breve termine  smettere di fumare ha migliorato solo in parte le alterazioni pericolose causate dal fumo, dunque il rischio di malattie cardiovascolari permane e saranno necessari ulteriori studi per verificare nel lungo termine se questi rischi possono essere completamente invertiti”.

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