Epatite C: record europeo (negativo) dell’Italia

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in occasione di un importante meeting di esperti viene ribadita l’importanza della prevenzione e della lotta all’epatite C, per la quale l’Italia è il fanalino di coda dei paesi europei

epatite C

Epatite C in Italia: record negativo di casi. Il punto degli esperti riuniti al meeting per il Premio Tommassetti

L’epatite C, patologia che colpisce principalmente il fegato e che in origine veniva chiamata “epatite non A non B”, affligge in Italia il 3%  della popolazione complessiva (quasi 1,6 milioni di persone) e più della metà dei pazienti sarebbe colpito dal genotipo maggiormente resistente ai farmaci e più difficile da curare.

A ricordarci l’importanza e la diffusione di questa malattia sono gli esperti riunitisi per il “Premio giornalistico Riccardo Tomassetti – ricerca, innovazione e futuro in virologia“,  proprio dopo che, pochi giorni fa, avevamo parlato della recrudescenza di casi di epatite A in Italia.

Massimo Colombo, direttore della Medicina Specialistica e Trapianto d’organi all’Ospedale Maggiore di Milano, fa qualche conto e calcola in Italia ci sono circa un milione di persone portatrici croniche, un terzo delle quali ha sviluppato danni rilevanti all’apparato epatico, infatti laddove si verifica la cronicizzazione della malattia, questo può nella maggior parte dei casi implicare danni molto gravi al fegato che possono portare fino alla cirrosi epatica.

Tra queste, spiega Colombo, si stima che “un terzo abbia sviluppato o stia sviluppando importanti malattie del fegato”.

Le cause della diffusione dell’epatite C possono essere trasfusioni di sangue infetto, l’uso di materiale sanitario non sterile oppure i “soliti” comportamenti a rischio, come rapporti sessuali non protetti, piercing o tatuaggi fatti con materiale non sterilizzato. In sintesi: la malattia si trasmette principalmente per contatto diretto con il sangue infetto.

Il virus dell’epatite C, l’HCV, è stato scoperto in tempi relativamente recenti e quindi i trattamenti farmacologici sono molteplici e molti sono in sperimentazione avanzata.

Tra questi, gli esperti hanno spiegato che tra le ultime terapie messe a punto c’è la molecola boceprevir che ‘permette l’eradicazione del genotipo 1 dell’epatite C, con una percentuale di guarigione di circa il 70%’.

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