Arsenico nel viterbese: ora contaminata anche la catena alimentare

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Non si arresta la preoccupazione per l’arsenico in provincia di Viterbo: oltre che la contaminazione idrica è sopraggiunta quella del pane.

Emergenza arsenico nella regione Lazio, in particolar modo nella provincia di Viterbo. Uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità condotto in collaborazione con l’ordine dei medici ha evidenziato contaminazioni di arsenico anche nella catena alimentare. Al momento, l’alimento che presenta al suo interno l’arsenico è il pane, ma si teme che l’emergenza possa facilmente estendersi anche ad altri alimenti come gli ortaggi. La contaminazione proviene non solo dal terreno ma anche dalla rete idrica: qui le concentrazioni d’arsenico ritrovate sono superiori alla norma in ben 40 comuni del viterbese, su di una totalità di 60. I sindaci hanno dichiarato l’acqua non potabile, permettendo che l’acqua pubblica venga utilizzata solo alcune funzioni particolari, come per il bucato, per la pulizia di stoviglie e ambienti, come acqua di scarico o da utilizzare per il riscaldamento. Assolutamente vietato bere acqua, utilizzarla per la preparazione dei cibi, per lavarsi i denti ed anche per lavarsi per chi soffre di predisposizioni a malattie cutanee.

Ecco cosa comporta l’esposizione all’arsenico

L’arsenico, che è un semimetallo, produce dei danni non indifferenti sull’uomo. L’OMS, l’organizzazione mondiale della Sanità, ha affermato che aumenta i rischi di cancro, lesioni cutanee, malattie cardiovascolari e diabete. Inoltre, ha effetti negativi sullo sviluppo del sistema nervoso. Le manifestazioni più tipiche sono le lesioni cutanee, dato che la pelle ha una esposizione maggiore al semimetallo. Nel Lazio l’esposizione all’arsenico è un problema che deve essere affrontato. Sebbene vi siano stati dei netti miglioramenti, nella regione vi sono ancora 50 comuni la cui acqua è contaminata, dei quali 45 in provincia di Viterbo e 5 in provincia di Roma. Vi sono quindi ben 250.000 cittadini che sono continuamente esposti a questa minaccia.

Nei viterbesi, la concentrazione di arsenico ritrovata mediante un’analisi condotta sulle unghie dei residenti,è risultata di 200 nanogrammi per gramm0, mentre nella restante popolazione italiana è ferma ad un livello di guardia di 82 nanogrammi per grammo. Il ministro della salute Renato Balduzzi ha telefonicamente contattato il neo presidente della regione Nicola Zingaretti :“Avvieremo in tempi strettissimi le misure urgenti per far fronte ai disagi della popolazione. Finalmente  si vede un interessamento reale della Regione.”

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