Test di maturità contro Beppe Grillo

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A quanto pare, Beppe Grillo, colui che ha dato vita al Movimento 5 stelle, è stato paragonato alla figura del dittatore, capace di giungere al potere attraverso una semplice propaganda, oppure attraverso i comizi in piazza, fino a giungere a una rivoluzione attraverso un colpo di Stato.

Beppe Grillo

La figura di “Beppe Grillo dittatore” è stata tratteggia a Genova, più precisamente all’interno del liceo scientifico Martin Luther King, e scendendo ancora di più nel particolare all’interno della “seconda traccia” , posta dinnanzi agli alunni per prepararli all’esami di maturità.

La “seconda traccia” prevedeva la scrittura di un saggio breve, basato sugli estratti di cinque articoli pubblicati dai maggiori quotidiani nazionali negli ultimi mesi. Questi articoli avevano tutti un elemento in comune: le critiche nei confronti del Movimento 5 Stelle. Il “perché” di una traccia di questo genere è ovvio, far capire a ragazzi neo maggiorenni, e quindi capaci di votare, che non bisogna votare i M5S altrimenti ben presto l’Italia potrebbe essere governata da un nuovo “Mussolini”.

Voto di protesta o voto di crisi” questa era la traccia che i ragazzi hanno dovuto sviluppare. Come si evince dal titolo della traccia chi ha votato per i Grillini o lo ha fatto per protesta o perché in periodo difficile come questo ha visto nel Movimento 5 Stelle un’ancora di salvezza, escludendo,quindi, ogni possibilità che lo abbia fatto perché sicuro della propria scelta.

All’interno della traccia che fungeva da simulazione ai maturandi, si spera, era presente il seguente “pezzo” scritto da Giuliano Ferrara e intitolato “Una setta sottomessa alla Dea rete”: “Sono leggeri come ultracorpi, body snatchers, invadono lo spazio pubblico clonandosi e moltiplicandosi. Si comportano come una setta, custodiscono da sé il loro stesso anonimato, consegnano le loro idee personali a una opacità statutaria, a un individualismo che fa di te uno nella folla, nella rete uno conta per uno, cioè non si dialoga, non ci sono mediazioni, non esistono maggioranze e minoranze, è un mondo di coscienze isolate e sottomesse a un portavoce profetico”.

La prova è stata affrontata in 10 classi e in molte di queste la colpa, del dover sviluppare una traccia di questo tipo, è stata data alla professoressa di italiano, la quale si è difesa dicendo che lei non c’entrava nulla con questa decisione.

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