Tecnici Sanitari di Radiologia Medica Disoccupati

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Quella che sto per raccontarvi è la triste realtà, una realtà che in pochissimi conoscono e in tantissimi  ignorano, una realtà che sfata il “mito” inossidabile dell’OCCUPAZIONE GARANTITA attraverso la figura del Tecnico Sanitario di Radiologia Medica. Anche io come la stragrande maggioranza di voi ero ignaro di quello che sto per descrivervi, ma per fortuna, anche se non mi sembra l’espressione più indicata, c’è chi ha vissuto e vive tutt’ora questa angosciosa situazione e ha deciso di raccontarmela suscitando in me grande interesse ma l tempo stesso quasi sdegno.

“Tecnici Sanitari di Radiologia Medica Disoccupati” un “movimento” nato oltre un anno fa, che si è fatto portavoce di questa, che ormai è diventata, una situazione insostenibile. Un movimento rivolto soprattutto a tutti coloro che vogliono intraprendere il percorso formativo per diventare Tecnici Sanitari di Radiologia Medica, e si potrebbe aggiungere all’indirizzo nativo anche il termine disoccupati, perché convinti possa offrire diverse opportunità lavorative. In realtà si tratta di una falsa speranza, un illusione o ancora meglio un’allucinazione.

Suggerimenti. I suggerimenti per fronteggiare questo problema ad armi pari, provengono proprio da chi deve fare i conti tutti i giorni con questa angosciosa e esasperante situazione. Come prima cosa bisogna considerare che questa situazione rispecchia le condizioni critiche in cui si trova da anni l’Italia, il S.S.N. e quindi di conseguenza i rispettivi Servizi Sanitari Regionali. Cosa fare? Innanzitutto modificare il sistema universitario di accesso a numero chiuso per diventare un tecnico sanitario di radiologia medica, perché, stando sempre a quello che mi è stato detto da chi si è laureato per esercitare questa professione, è completamente fallimentare, in quanto non ha mai tenuto conto del reale “fabbisogno” di TT.SS.R.M. ma è servito solo a riempire le schiere dei disoccupati. A testimonianza di quanto detto c’è una sentenza da parte dei Giudici della Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, stabilendo che: “Il diritto allo studio c’è solo in rapporto alle CAPACITÀ e risorse dell’università ed in rapporto al BISOGNO che la società ha di certe professioni particolari, tenuto anche conto del fatto che la DISOCCUPAZIONE rappresenta un ULTERIORE COSTO per la comunità nel suo insieme”. Questa sentenza ha un unico significato e cioè che per poter assorbire l’attuale esercito di TT.SS.R.M. DISOCCUPATI ed INOCCUPATI a livello nazionale, è necessaria l’inevitabile CHIUSURA TEMPORANEA PLURIENNALE del Nostro Corso di Laurea, a cominciare assorbire l’attuale esercito di TT.SS.R.M. DISOCCUPATI ed INOCCUPATI a livello nazionale, è necessaria l’inevitabile CHIUSURA TEMPORANEA PLURIENNALE del Nostro Corso di Laurea, a cominciare dalle Regioni con la Sanità commissariata.

Alcuni esempi per meglio comprendere la situazione.  Al Concorso Pubblico ESTAV Sud-Est della Regione Toscana, con Pubblicazione sulla GAZZETTA UFFICIALE N. 28 del 10 aprile 2012, vennero ammessi 838 candidati per la partecipazione al Concorso medesimo, PER SOLI TRE POSTI!. A volte succede che centinaia di candidati, e talvolta oltre un migliaio, partecipino ad un Avviso Pubblico piuttosto che ad un Concorso Pubblico, per qualche posto di numero.

Quindi, quanto detto, è rivolto soprattutto a tutti coloro i quali vogliono iscriversi al percorso formativo per diventare  tecnici sanitari di radiologia medica, in quanto non devono essere convinti del fatto che questo percorso formativo offre una sicura OCCUPAZIONE, ma invece bisogna sapere in anticipo quali sono le probabili conseguenze nell’effettuare questa scelta.

Se avete dubbi sulla questione, se volete maggiore chiarezza, se avete qualche domanda da fare oppure se siete semplicemente curiosi vi consiglio di visitare la pagina Facebook. A sciogliere i vostri dubbi troverete persone, altamente competenti, disponibili e cordiali al massimo.

1 Commento
  1. Oscar dice

    Il problema ei tecnici disoccupati è un problema gigante… Noi del collegio Bari-Taranto abbiamo contribuìto a fermare momentaneamente la formazione nell’università di Bari… M il problema è un altro… Tra 10 anni andranno in quiescenza la metà degli iscritti!e allora come fare? I disoccupati sono troppi… Parecchie strutture sono sotto organico… Parrebbe di facile soluzione, ma… Ah, dannato vil denaro!

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