Quirinarie M5S: Rodotà o Zagrebelsky per stanare PD e evitare inciucio

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Quirinarie del MoVimento 5 Stelle al secondo turno. Dopo la selezione dei dieci nominativi più votati dagli iscritti al portale della lista fondata da Beppe Grillo, domani 15 aprile, dalle ore 11 alle 21, avverrà la selezione definitiva. I parlamentari 5 stelle voteranno a partire dal 18 aprile nelle elezioni per il nuovo Presidente della Repubblica il nominativo che otterrà il maggior numero di voti in questo secondo turno.

Quirinarie: Rodotà o Zagrebelsky, due nomi ai quali il PD non può dire di no

La scelta nelle mani (e nelle tastiere) degli iscritti al MoVimento 5 Stelle potrebbe essere, sotto certe condizioni, addirittura determinante per l’elezione già nelle prime votazioni (più probabilmente dal quarto scrutinio in poi, quando basterà la maggioranza del 50%) del nuovo Presidente, nonché per una ulteriore forte denuncia nei confronti di un possibile inciucio tra PD e PDL.

A sfidarsi per il ruolo di candidato Presidente della Repubblica del MoVimento 5 Stelle saranno, oltre al primo portavoce della lista Beppe Grillo, figure molto note del mondo politico e della società civile come, in rigoroso ordine alfabetico, Emma Bonino, Giancarlo Caselli, Dario Fo, Milena Gabanelli, Ferdinando Imposimato, Romano Prodi, Stefano Rodotà, Gino Strada e Gustavo Zagrebelsky.

Alcuni dei candidati indicati nel primo turno delle Quirinarie hanno tuttavia già annunciato, più o meno ufficialmente, di non essere troppo propensi ad assumersi la responsabilità di un grande impegno al Quirinale per i prossimi sette anni. Tra loro Dario Fo che, per motivi di età (87 anni), ritiene di non avere le energie necessarie per assumersi tale incarico. Poco propenso alla candidatura sarebbe anche il fondatore di Emergency Gino Strada. Risposta negativa soprattutto da parte dell’ex premier Romano Prodi.

Proprio la presenza nella rosa dei dieci “sfidanti” dei politici di lungo corso Romano Prodi ed Emma Bonino ha destato stupore persino in molti eletti del MoVimento, nonché in molti commentatori autorevoli molto ascoltati da elettori ed eletti 5 stelle come Marco Travaglio, Andrea Scanzi e Lidia Undiemi. Tra i primi dieci nominativi emersi nel primo turno delle Quirinarie era tuttavia fisiologica e probabile la presenza di nomi anche inattesi.

La figura di Romano Prodi è infatti inevitabilmente collegata all’ingresso dell’Italia nell’Euro, di cui l’ex premier fu uno dei maggiori sostenitori, ingresso oggi visto da molti sostenitori ed eletti 5 stelle (ma anche da molti autorevoli economisti come Alberto Bagnai ed Emiliano Brancaccio, nonché dai guru Nouriel Roubini e Joseph Stiglitz) come l’origine di molti dei mali attuali dell’Europa e, in particolare, dell’Italia.

Gli elettori del MoVimento 5 Stelle potrebbero tuttavia utilizzare il voto delle Quirinarie di domani come grande occasione per determinare in maniera tangibile anche le decisioni del gruppo politico più numeroso del Parlamento italiano.

Sarebbe infatti oltremodo difficile per il Partito Democratico giustificare un proprio voto negativo nei confronti di personalità come quelle di Stefano Rodotà o Gustavo Zagrebelsky.

Stefano Rodotà, già Presidente dell’Antitrust dal 1997 al 2005, è stato molto attivo negli ultimi anni nelle battaglie per i beni comuni, sostenendo soprattutto i referendum per l’acqua pubblica. Particolarmente interessante inoltre una proposta che potremmo definire perfettamente in linea con i programmi del M5S, elaborata tre anni fa da Rodotà. La proposta consisteva nell’inserire un nuovo articolo nella Costituzione Italiana, il 21 bis, con questo testo: “Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale”.

Con candidature come quella di Rodotà, Zagrebelsky o anche di Milena Gabanelli, un voto contrario del Partito Democratico o, ancora peggio, un voto del PD per un altro candidato su cui vi fosse poi la convergenza dei voti del centrodestra toglierebbe di colpo ogni residuo dubbio sulla effettiva volontà di inciucio tra PD e PDL.

Il colpo decisivo è, probabilmente, nelle mani degli elettori delle “Quirinarie” del MoVimento 5 Stelle. Buon voto!

AGGIORNAMENTO: Beppe Grillo ha deciso, pur ringraziando di cuore i sostenitori, di non candidarsi. Sono dunque nove i “papabili” candidati al Quirinale del MoVimento 5 Stelle. Per votare (qualora abilitati, s’intende) ecco il LINK.

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