Pietro Grasso, dopo una  lotta all’ultimo voto di ballottaggio con Schifani, è stato eletto Presidente del Senato. La sua Biografia

La giornata di oggi ha riservato, senza dubbio, una  lotta all’ultimo voto, grazie anche  alla spaccatura dei parlamentari del M5S  che, in parte lo hanno votato, quella che  ha visto accreditarsi la  poltrona di presidenza del Senato a Pietro Grasso, Procuratore Nazionale antimafia.

Pietro Grasso, che  ricordiamo era sostenuto nelle votazioni al Senato dal Pd, ha dovuto combattere all’ultimo voto con il candidato del Pdl Renato Schifani.

Pietro Grasso ha vinto il ballottaggio!

Piero Grasso è finalmente riuscito a spuntarla. il ballottaggio aveva previsto questa suddivisione dei voti:

Il centrosinistra ha potuto contare, almeno a quanto pare, su 123 senatori, mentre Pdl e Lega insieme arrivano a 117. Quindi decisivi anche  i singoli voti e gli indecisi tra i quali si potevano, forse annoverare i parlamentari del Movimento 5 Stelle che, nel dubbio se ridare la candidatura a Renato Schifani, che ricordo era il presidente uscente, oppure, dare al senato una forza diversa, non quella che avrebbero voluto ma, comunque, non consegnare, di nuovo , il Senato al Pdl.

Difatti, a scrutinio terminato,  i parlamentari del M5S si sono spaccati nel voto. Questa “ragionevole” spaccatura, ha  permesso a Pietro Grasso di essere eletto!

Comunque, stando alle  operazioni di scrutinio, le schede bianche, sono state davvero numerose.

Vediamo ora una biografia del lungo impegno di Pietro Grasso nella  lotta alla mafia , i suoi momenti bui e le difficoltà nell’ostacolare l’occulto potere della mafia, fin dal 1984 quando ricoprì l’incarico di giudice nel primo maxiprocesso a Cosa nostra.

Pietro Grasso: Il maxiprocesso 

Nel 1984 ricopre l’incarico di giudice a latere nel primo maxiprocesso a Cosa nostra (10 febbraio 1986 -10 dicembre 1987), con 475 imputati. Pietro Grasso, a fianco del presidente della corte Alfonso Giordano, è stato estensore della sentenza (oltre 8 000 pagine) che inflisse 19 ergastoli e oltre 2600 anni di reclusione.

Conclusosi il maxiprocesso, Grasso viene nominato consulente della Commissione antimafia, a capo di Gerardo Chiaromonte prima e poi da Luciano Violante. Nel 1991 viene nominato consigliere alla Direzione affari penali del Ministero di grazia e giustizia, il cui “guardasigilli” era Claudio Martelli, che chiamò anche Giovanni Falcone, e componente della Commissione centrale per i pentiti.

Successivamente viene sostituto nell’incarico, per poi essere nominato procuratore aggiunto presso la Direzione nazionale antimafia (guidata da Pier Luigi Vigna), applicato nelle Procure di Palermo e Firenze dove ha seguito e coordinato le inchieste sulle stragi del 1992 e del 1993.

Pietro Grasso: Procuratore di Palermo

A Palermo da Procuratore della Repubblica dall’agosto del 1999, sotto la sua direzione, dal 2000 al 2004, sono state arrestate 1.779 persone per reati di mafia e 13 latitanti, che erano inseriti tra i 30 più pericolosi. Nello stesso arco di tempo la procura del capoluogo siciliano ha ottenuto 380 ergastoli e centinaia di condanne circa per un totale di migliaia di anni di carcere.

[ad#silvio]

Pietro Grasso: Capo della Direzione nazionale antimafia

L’11 ottobre 2005 è stato nominato procuratore nazionale antimafia, subentrando a Pier Luigi Vigna, che ha lasciato l’incarico nell’agosto 2005 per raggiunti limiti di età, mentre era ancora capo della Procura della Repubblica di Palermo. Il Csm (Consiglio superiore della magistratura) ha dato via libera alla sua nomina con 18 voti a favore e cinque astensioni.

La sua nomina fu al centro di aspre polemiche nel mondo giudiziario e politico, poiché era molto probabile la nomina del Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Palermo Gian Carlo Caselli. Tuttavia, il Governo Berlusconi III, nella figura del senatore Luigi Bobbio (del partito Alleanza Nazionale), presentò un emendamento alla legge delega di riforma dell’ordinamento giudiziario (la cosiddetta “Riforma Castelli”). Secondo quanto dettato dall’emendamento, Caselli non poté più essere nominato procuratore nazionale antimafia per superamento del limite di età. La Corte costituzionale, successivamente alla nomina di Pietro Grasso quale nuovo procuratore nazionale antimafia, dichiarò illegittimo il provvedimento che aveva escluso il giudice Gian Carlo Caselli dal concorso.

Pietro Grasso: Senatore della Repubblica Italiana

Il 27 dicembre 2012 presenta al Csm richiesta di aspettativa per motivi elettorali: il giorno successivo dichiara alla stampa che intende candidarsi nelle liste del Partito Democratico in vista delle Elezioni politiche italiane del 2013. L’8 gennaio 2013 la direzione nazionale del PD candida Pietro Grasso al Senato della Repubblica Italiana come capolista della lista PD nella regione Lazio.

Il 24 e 25 febbraio 2013, Grasso viene eletto senatore della Repubblica Italiana.

A marzo, in seguito alle Elezioni, insieme a molti altri colleghi del Parlamento, aderisce al progetto “Riparte il futuro” firmando la petizione che ha lo scopo di revisionare la legge anti-corruzione modificando la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (416 ter) entro i primi cento giorni di attività parlamentare.