Milena Gabanelli, Stefano Rodotà o Giuliano Amato? Il PD si spacca

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Milena Gabanelli for President? Parafrasando uno slogan molto in voga qualche mese fa, “se non ora quando?”.

Per oltre un mese il Partito Democratico ha insistito sull’unica opzione di un Governo a guida Bersani, cercando un lungo (e inutile) pressing sul MoVimento 5 Stelle, con l’obiettivo dichiarato di spaccare il giovane gruppo parlamentare e ottenere così i “numeri” per governare.

Milena Gabanelli o Stefano Rodotà: PD si spacca

Il Partito Democratico ha inoltre più volte ribadito che la scelta del nuovo Presidente della Repubblica non potesse essere legata a quella del nuovo Governo, condizione invece posta come pregiudiziale –per motivi opposti- dal PDL e dai 5 Stelle.

Dopo le Quirinarie, le elezioni online attraverso cui la base degli iscritti al M5S ha scelto un quartetto di nominativi di altissimo profilo come candidati alla Presidenza della Repubblica, come, in ordine di preferenze, Milena Gabanelli (che ufficializzerà in giornata la sua eventuale accettazione), Gino Strada, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky, il compito del PD diventa ora ancora più arduo.

Pierluigi Bersani punterebbe infatti all’elezione del nuovo Capo dello Stato già nel primo voto, previsto domattina. Nei primi tre scrutini serve però una maggioranza dei due terzi dei “grandi elettori”, ovvero almeno 672 voti su 1007. In queste ore Bersani, secondo quanto trapelato e non ancora smentito, avrebbe incontrato segretamente Silvio Berlusconi per trovare un accordo, presumibilmente sui nomi di Giuliano Amato (che tuttavia è poco gradito a SEL), Massimo D’Alema o il meno conosciuto costituzionalista Sabino Cassese.

Nomi come questi stanno provocando però un ennesimo tsunami all’interno del Partito Democratico, alimentando ulteriormente ipotesi di scissioni o, comunque, di grosse spaccature.

Pippo Civati e altri giovani democratici, pur cercando di rilanciare la candidatura di Romano Prodi (già sonoramente bocciato dagli elettori 5 stelle), invitano Bersani a considerare l’ipotesi di votare Stefano Rodotà ed eleggerlo, magari al quarto scrutinio, quando basterà la maggioranza semplice.

Beppe Grillo intanto, da posizione di forza, attacca duramente il possibile inciucio tra Bersani e Berlusconi e nell’odierno post sul suo Blog afferma: “Bersani ha ignorato i nomi proposti dal MoVimento 5 Stelle per un semplice motivo. Gargamella ha già deciso. Ha fatto le Berlusconarie. I votanti erano due: lui e lo psiconano durante un colloquio intimo”.

La vera domanda, al momento, sembra essere: “Cosa pensa la base del Partito Democratico?”. Dai commenti visibili in Rete pare proprio che il quartetto proposto dal MoVimento 5 Stelle abbia aperto una breccia consistente, ulteriormente ampliata dalla reiterazione di ipotesi legate a nomi della “vecchia” politica come Amato e D’Alema che ormai, nel loro stesso partito, riscuotono consensi sempre minori.

1 Commento
  1. Sergio Anzi dice

    Prodi “sonoramente bocciato” dagli elettori del m5s non direi, visto che comunque è rientrato nella rosa dei 10 nomi candidabili e alla fine non si è nemmeno classificato ultimo tra questi (ma ottavo), nonostante le numerose pressioni da parte di Casaleggio e di altri nomi in vista del movimento per influenzare le votazioni dopo che, con loro grande sorpresa, era spuntato fuori il suo nome dalle Quirinarie 🙂

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