Imu: rinvio o abolizione? Le proposte di PD, PDL e M5S a confronto

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Imu o non Imu? Sulla impopolare tassa sugli immobili varata dal Governo Berlusconi (d. lgs. n. 23 del 14 marzo) nel 2011 e poi modificata sostanzialmente dal successivo Governo Monti pochi mesi dopo (decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011), il nuovo Premier Enrico Letta gioca la sua prima difficile partita.

Il PDL di Silvio Berlusconi fa della cancellazione dell’Imu uno dei suoi principali cavalli di battaglia e non vuole cedere sul punto. Esistono tuttavia innegabili ostacoli legati alla copertura finanziaria nel caso in cui l’erario dovesse rinunciare a un’entrata tributaria così cospicua. Al momento il nuovo Premier sembrerebbe orientato verso una sospensione o rinvio della rata di giugno, ma sul tema l’incertezza regna sovrana.

Sul tema gli schieramenti in Parlamento si muovono con obiettivi e programmi ben diversi. Occorre dunque esaminarne i contenuti e le differenze.

Imu: le proposte dei partiti e il nodo della copertura finanziaria

Partito Democratico e SEL si sono impegnate durante la campagna elettorale ad una revisione dell’imposizione fiscale relativa all’Imu. Nessuna cancellazione dunque, ma alcuni interventi mirati a rendere più equa la tassazione. L’idea fondamentale di PD e SEL sarebbe quella di incrementare la soglia di esenzione sulla prima casa dagli attuali 200 euro fino a 500 euro. Una tale soluzione andrebbe di fatto a cancellare l’Imu su molte prime case, ma non su quelle con maggiori rendite catastali. Le mancate entrate potrebbero essere poi compensate incrementando la tassazione sulle seconde case.

Il MoVimento 5 Stelle propone la cancellazione integrale dell’Imu sulla prima casa. Le mancate entrate nelle casse dello Stato e degli enti locali dovrebbero essere compensate con l’aumento della tassazione a carico dei concessionari dei giochi d’azzardo, l’imposizione di una aliquota del 27% su rendite e plusvalenze finanziarie e un aumento della Tobin Tax dal 2 al3 per mille. La copertura finanziaria per l’abolizione dell’Imu sulla prima casa (4 miliardi di euro) sarebbe dunque a carico della grande finanza.

Il PDL va ancora oltre, chiedendo l’abolizione dell’Imu sulla prima e sulla seconda casa nonché la restituzione di quanto versato dai cittadini nel 2012. La copertura finanziaria per tale mastodontica operazione è stata individuata da Silvio Berlusconi e portata avanti con convinzione per tutta la campagna elettorale in un nuovo accordo fiscale con la Svizzera che, a detta del PDL, dovrebbe portare un fiume di denaro verso l’Italia. Il ministro delle Finanze svizzero Eveline Widmer-Schlumpf ha clamorosamente smentito tale soluzione, riferendo che, anche nella migliore delle ipotesi, non sarebbe comunque operativa prima del 2015. L’alternativa? Sempre in campagna elettorale Silvio Berlusconi promise che, se non l’avesse fatto il Governo, avrebbe provveduto lui di tasca propria a risarcire l’Imu 2012 in contanti (guadagnandosi anche alcune denunce per voto di scambio e truffa)…

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