Elezioni Roma 2013: tutti gli eletti in Consiglio, in attesa del ballottaggio

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In attesa del turno di ballottaggio che il 9 e 10 giugno 2013 vedrà sfidarsi per la poltrona di Sindaco di Roma l’ex senatore PD Ignazio Marino e il primo cittadino uscente Gianni Alemanno del PDL, alcuni consiglieri comunali possono già festeggiare, indipendentemente dall’esito del voto, la propria elezione.

Ecco dunque i primi eletti delle Elezioni Comunali di Roma 2013.

Notevole l’effetto del doppio voto di preferenza che, grazie all’obbligo di parità di genere, porterà nel nuovo consiglio comunale di Roma molte donne. Sono donne inoltre le candidate consigliere più votate in assoluto con il vicesindaco uscente Sveva Belviso (11.008 preferenze) ed Estella Marino (9.221) davanti a tutti.

Nel nuovo consiglio comunale di Roma siederanno complessivamente 48 consiglieri.

Roma 2013: gli eletti di PD e PDL

Il Partito Democratico eleggerà almeno 9 consiglieri (Estella Marino, Mirko Coratti, Fabrizio Panecaldo, Paolo Masini, Pierpaolo Pedetti, Daniele Ozzimo, Antonio Stampete, Michela Di Biase e Valeria Baglio), ma potrebbero diventare addirittura 20 in caso di vittoria al ballottaggio di Ignazio Marino. In tale caso entrerebbero in assemblea anche Orlando Corsetti, Francesco D’Ausilio, Alfredo Ferrari, Erica Battaglia, Athos De Luca, Giulia Tempesta, Dario Nanni, Valentina Grippo, Giovanni Paris, Daniela Tiburzi, Maurizio Policastro, Ilaria Piccolo e Marco Palumbo.

Il Popolo della Libertà eleggerà invece un minimo di 7 consiglieri (Sveva Belviso, Giordano Tredicine, Giovanni Quarzo, Roberto Cantiani, Davide Bordoni, Lavinia Mennuni e Marco Pomarici), ma in caso di successo di Gianni Alemanno diventerebbero 20, grazie all’elezione di Alessandro Cochi, Marco Visconti, Enrico Cavallari, Marco Di Cosimo, Patrizio Bianconi, Pasquale Calzetta, Alan Baccini, Alessandro Vannini, Antonio Gazzelone, Maria Spena, Roberto Angelini, Ugo Cassone e Federico Rocca.

Roma 2013: gli eletti delle altre liste

L’unica lista a non risentire minimamente dall’esito del voto del ballottaggio per le Elezioni Comunali di Roma 2013 sarà il MoVimento 5 Stelle che avrà, comunque, tre consiglieri eletti: Marcello De Vito, Daniele Frongia e Virginia Raggi.

La Lista Civica di Ignazio Marino ottiene 2 eletti, Franco Marino e Svetlana Celli, ma in caso di vittoria dell’ex senatore nel ballottaggio entraranno in Consiglio Comunale anche  Riccardo Magi, Rita Paris e Luca Giansanti.

Sinistra Ecologia e Libertà elegge invece Gemma Azuni e Luigi Nieri, cui si aggiungerebbero in caso di vittoria di Ignazio Marino anche Gianluca Peciola e Andrea Alzetta.

Fratelli d’Italia elegge Fabrizio Ghera e Dario Rossin. In caso di successo per Gianni Alemanno risulteranno eletti anche Andrea De Priamo, Federico Mollicone e Federico Iadicicco.

Nella Lista Civica di Alemanno risultano già eletti Gianluigi De Palo e Ignazio Cozzoli, cui si potrebbero aggiungere in caso di successo del candidato del centrodestra anche Francesca Barbato e Vittorio Contarina.

Alfio Marchini infine porta in Consiglio Comunale, oltre a sé stesso, anche Alessandro Onorato. Se poi al ballottaggio dovesse vincere Ignazio Marino entrerebbe in Campidoglio anche Cosimo Dinoi.

5 Commenti
  1. Sergio Anzi dice

    Chiedo scusa, ma a me risulta che non sia così: a causa del fatto che il minimo di consiglieri eletti tra pd e pdl è diverso (9 pd e 7 pdl) se dovesse vincere il pd al ballottaggio ci sarebbero 2 seggi in più per le altre opposizioni (m5s e lista Marchini).

    Quindi a me risulta (fonte: romatoday) che se vincesse Alemanno il m5s avrebbe DUE consiglieri, mentre se vincesse Marino ne avrebbe 3

    Ecco le composizioni nei due rispettivi scenari: http://www.romatoday.it/politica/elezioni/comunali-roma-2013/eletti-consiglio-comunale-roma-2013.html

    🙂

    1. Sergio Anzi dice

      Se guardiamo bene le composizioni del consiglio, in caso di vittoria di Alemanno Virginia Ragg non entrerebbe in campidoglio.

      Il che, a pensarci, è anche logico dal punto di vista aritmetico: se la coalizione di Marino in questa prima fase a più consiglieri sicuramente eletti, ovviamente la differenza tra questi e quelli del PDL, variando a seconda di chi vince il ballottaggio, fa variare i seggi a disposizione delle altre opposizioni 🙂

      1. Sergio Anzi dice

        Ah: ho notato che nella pagina che ho linkato in effetti c’è un errore: nel riepilogo c’è scritto che il m5s avrebbe sempre 3 consiglieri, ma nei nomi invece ne ha due. Avevo trovato un’altra pagina, ieri, che riportava le proporzioni diverse. Comuqneu ci sono anche complessi calcoli di resti e rimanenze che non si possono fare senza il ballottaggio ultimato e scartabellando qua e là in rete ci sono fonti che riportano in un modo e altre fonti che riportano in un altro.

        Lo scopriremo solo vivendo 😀

  2. Sergio Anzi dice

    Ho analizzato molte fonti che riportano tre consiglieri per il m5s in caso di vittoria di Alemanno, e tutte riportano sempre solo due nomi.

    Temo che tutte le fonti abbiano riportato l’errore della prima fonte, perché aritmeticamente è presumibile (ma anche contando i nomi i conti non tornerebbero altrimenti) che se la coalizione di Alemanno ha preso due seggi in meno al primo turno, ne consegue che questi diventerebbero un seggio in più, a testa, per Marchini e m5s 🙂

  3. Mirco Giubilei dice

    Sì, Sergio, qualche dubbio -temo-resterà fino alla fine proprio per il “gioco” dei resti. La differenza di seggi, diciamo così, “di partenza” tra PD e PDL (cui vanno sommati anche quello delle liste a loro alleate) è motivata dalle diverse percentuali ottenute e quindi sul diverso calcolo da effettuare per ripartire i seggi. Per spiegarlo completamente tuttavia andrebbe fatto un lungo e noiosissimo discorso matematico e, anche dopo quel discorso, sicuramente rimarrebbe qualche dubbio 😉

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