Papa Dona 500mila euro ai terremotati

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Papa Benedetto XVI ha devoluto 500 mila Euro ai Terremotati dell’Emilia. Fondi ricevuti per carità donati al popolo Emiliano.

Terremoto Emilia, Papa Dona 500mila euro.

“Il Papa durante questa visita pastorale ha ricevuto dei fondi per la sua carità personale e ha deciso di devolvere 500mila euro in favore delle zone colpite dal terremoto”. Lo ha annunciato il vescovo vicario, Erminio DeScalzi, al termine della messa solenne celebrata dal pontefice all’aeroporto di Bresso. Questi fondi, ha spiegato, “verranno consegnati ai vescovi di Mantova, Modena, Ferrara, Carpi e Bologna per sostenere le famiglie particolarmente provate”.

Questa notizia farà sicuramente continuare a parlare di sè, sopratutto dopo le scottanti dichiarazioni di Iacchetti contro il Papa e la sua costosa visita a Milano.

L’Emilia riceverà dei fondi anche dall’Unione Europea.

1 Commento
  1. Sonia Gourley dice

    Noi non siamo un potere politico ma una forza spirituale. E questa forza spirituale è una realtà che può contribuire a far progredire i processi di pace. Io vedo tre livelli. Primo, da credenti siamo convinti che la preghiera è una vera forza e apre il mondo a Dio, siamo convinti che Dio ci ascolta e può agire nella storia. Se milioni di persone credenti pregano è realmente una forza che influisce e può contribuire ad andare avanti con la pace. Secondo, noi cerchiamo di aiutare nella formazione delle coscienze. Coscienza è la capacità dell’uomo di percepire la verità, ma questa capacità è spesso ostacolata dagli interessi particolari. Liberare da questi interessi, aprire alla verità con i veri valori è un impegno grande. È un compito della Chiesa aiutare a conoscere i veri criteri, i valori veri, e liberarci da interessi particolari. E così, terzo punto, parliamo anche alla ragione. Proprio perché non siamo parte politica possiamo poi più facilmente, anche nella luce della fede, vedere i veri criteri, aiutare nel capire quanto contribuisce alla pace e parlare alla ragione, appoggiare le posizioni realmente ragionevoli. Questo abbiamo già fatto e vogliamo farlo anche adesso e in futuro».

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