Un anno dalla scomparsa di Lucio Dalla, grande concerto RAI a Bologna

Lucio Dalla è nato esattamente settanta anni fa, come recita il titolo di una delle sue canzoni più belle, “4 marzo 1943” appunto. Il grande cantautore è scomparso un anno fa, pochi giorni prima di compiere 69 anni.

Per ricordarlo Rai Uno ha organizzato per domani sera in diretta da Piazza Maggiore a Bologna un grande concerto. Sul palco saliranno un gran numero di artisti italiani, tutti legati in un modo o nell’altro al grande Lucio, che interpreteranno i brani più belli del repertorio del cantautore bolognese.

Lucio Dalla, tributo a Bologna: gli artisti del grande concerto

Samuele Bersani
Mario Biondi
Andrea Bocelli
Luca Carboni
Pierdavide Carone
Il Cile
Pino Daniele
Gigi D’Alessio
Stefano Di Battista
Fiorella Mannoia
Antonio Maggio
Marco Mengoni
Gianni Morandi
Negramaro con Paolo Fresu
Ron
Paolo Rossi
Paolo Simoni
Stadio
Ornella Vanoni e Chiara Galiazzo
Renato Zero
Zucchero

Titolo del’evento: 4 Marzo. Organizzazione Ballandi Entertainment in associazione con F&P Group e in collaborazione con PHD.

“4 marzo” è un programma di Giampiero Solari, Paolo Biamonte, Alberto Di Risio, Michele Ferrari, Michele Mondella. Regia affidata a Stefano Mignucci. Coordinamento artistico di Giampiero Solari.

Quattro ore di grande spettacolo, tra musica e ricordi. Sul palco salirà anche Marco Alemanno, compagno di vita di Lucio Dalla, che leggerà alcuni testi dello stesso Lucio e di Roberto Roversi.

Lucio Dalla: 4 Marzo 1943, video e testo

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=5IIdx7uGWUc]

Dice che era un bell’uomo e veniva
veniva dal mare
parlava un’altra lingua
però sapeva amare
e quel giorno lui prese mia madre
sopra un bel prato
l’ora più dolce
prima d’essere ammazzato
Così lei restò sola nella stanza
la stanza sul porto
con l’unico vestito
ogni giorno più corto
e benché non sapesse il nome
e neppure il paese
m’aspetto’ come un dono d’amore
fino dal primo mese
Compiva sedici anni
quel giorno la mia mamma
le strofe di taverna
le cantò a ninna nanna
e stringendomi al petto che sapeva
sapeva di mare
giocava a far la donna
con il bimbo da fasciare
E forse fu per gioco
o forse per amore
che mi volle chiamare
come nostro Signore
Della sua breve vita il ricordo
il ricordo più grosso
e’ tutto in questo nome
che io mi porto addosso
E ancora adesso che gioco a carte
e bevo vino
per la gente del porto mi chiamo
Gesù Bambino
E ancora adesso che gioco a carte
e bevo vino
per la gente del porto io sono
Gesù Bambino
E ancora adesso che gioco a carte
e bevo vino
per la gente del porto mi chiamo
Gesù Bambino
Gesù Bambino

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Riguardo Mirco Giubilei

Ingegnere civile e cultore di mille interessi. Mi piace cercare sempre chiavi di lettura inconsuete per spiegarmi la realtà che mi circonda. Un po' col piglio dell'attento osservatore, un po' col vezzo del cronista, un po' con l'inevitabile toscanissimo gusto dell'ironia...

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