Juventus campione d’Italia per la 31esima volta, 1-0 al Palermo

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Arriva lo scudetto numero 31 per la Juventus, oggi contro il Palermo la vittoria per 1-0 è bastata. Grandi festeggiamenti per i bianconeri che a tre giornate dalla fine del campionato vincono lo scudetto ufficiale numero 29. 

Juventus ancora campione d’Italia

Chiude i giochi la Juve che vincendo per 1-0 contro il Palermo porta a casa lo scudetto numero 31 sul campo, numero 29 ufficialmente.

La Juventus in 35 partite giocate ne ha vinte 26, pareggiate 5 e perse soltanto 4 subendo 20 gol avendo così la miglior difesa italiana seguita da Napoli con 33 gol subiti e il Milan con 38. L’attacco bianconero non è il migliore, infatti al primo posto c’è la Roma con 69 gol fatti seguita dalla Juve e dal Napoli con 67 a testa.

Commenti dei giocatori

Barzagli, anima dei festeggiamenti dei bianconeri, a Stadio Sprint su Rai 2: “Quanti sono gli scudetti della Juventus? 31, mi sembra“. Poi aggiunge: “C’è stato un momento in cui abbiamo visto il Napoli come la Juventus dello scorso anno, con la stessa fame e la stessa voglia , questo dimostra che siamo stati più forti dello scorso anno, siamo cresciuti tutti come gruppo, lo dimostrano i punti che abbiamo fatto e come abbiamo conquistato questo scudetto. Il momento più duro è passato da Bologna in poi, siamo alla settima vittoria consecutiva ma abbiamo incontrato squadre veramente forti. La Champions? Cercheremo di crescere per dimostrare di poter far bene su quel palcoscenico

Buffon ha rilasciato le prime dichiarazioni dopo la partita a Sky: “Ci siamo tolti un peso, dopo il titolo dello scorso anno, arrivare secondi sarebbe stata una delusione. Ma non è stata una vittoria scontata come si potrebbe pensare, abbiamo affrontato molte partite difficili. Conte è una persona molto intelligente e farà la sua scelta, sa cosa fare. L’abbiamo buttato nell’acqua gelata? È il giusto premio e anche la giusta vendetta per quello che ci fa patire durante l’anno“.

Bonucci dopo i festeggiamenti, parlando di Conte, ha detto: “Sono due anni che ci fa correre e vincere per fortuna, se no per lui altro che tuffo nella vasca, chissà dove finiva. C’è un progetto, è un grandissimo allenatore e la squadra come la società è con lui. Non credo che ci siano problemi. È il vero segreto di questa Juventus e se arriva un top player l’importante sarà che sia capace di calarsi in questa mentalità di sacrificio, di fame su ogni pallone e voglia di vincere. È questa mentalità che ci ha permesso in questi anni dopo la rincorsa sul Milan di vincere questi due scudetti.” Ha poi concluso parlando del campionato: “È stato un campionato cominciato bene, dove abbiamo vinto partite su partite, credo che sia lo scudetto della supremazia della Juventus“.

Arriva subito il messaggio di Del Piero

Sul suo sito ufficiale Alessandro Del Piero scrive: “Da quando ho lasciato la Juventus non ho mai pensato a come sarebbe stato vederla vincere senza di me. Non l’ho mai fatto, fino a pochi giorni fa, quando i numeri della classifica hanno sentenziato che il secondo scudetto consecutivo, dopo quello del Grande Ritorno, sarebbe stato possibile. Ho provato a immaginarlo, ma nel mio “film” le immagini erano sempre sfuocate: il fischio finale, i miei compagni che esultano, la coppa pronta per essere alzata, il boato del pubblico. Ecco, qui le immagini cominciano a diventare nitide, e scorrono dinanzi al mio obiettivo. Gli attori protagonisti sono loro, i tifosi. Siete voi. Per chi gioca a calcio, così è almeno per me, è fantastico vedere i tifosi esultare, sentirli gioire, farli esplodere. Ecco perché quando quel film dalla mia mente si è trasferito nella realtà, quando la Juventus ha rivinto lo scudetto (che bello il verbo rivincere…), il mio pensiero è andato subito a chi sta festeggiando. E stavolta con voi ci sono anche io. Applaudo i miei compagni, una squadra fantastica, che non smetterò mai di portare nel cuore. Applaudo chi l’anno scorso mi dedicò quel trionfo, mi piace adesso ricambiare quel gesto: confermarsi è stata un’impresa altrettanto grande. Applaudo il lavoro della società, dello staff tecnico, e di tutti coloro che lavorano nell’ombra. Chi conosce la Juventus, sa che dopo che si è vinto, bisogna rivincere. E rivincere ancora“.

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