Al vaglio le ipotesi di recupero del relitto. Ecco l’animazione di due proposte.VIDEO

Si inizia a valutare bene la possibilità di recuperare il relitto del Costa Concordia. Ecco una proposta americana che offre due possibilità di recupero. Il ministro dell’ambiente Clini spiega che è in programma l’avvio dello svuotamento dei serbatoi, ma solo dopo la fine del recupero persone all’interno della nave naufragata.
Le operazioni di recupero saranno effettuate solo quando si avranno realmente recuperato tutti i passeggeri dispersi.
Ecco il video animazione:
http://video.tiscali.it/canali/News/101847.html
scrivere dei commenti o dare soluzioni a distanza è facile e forse anche stupido,comunque voglio dire la mia anche se può sembrare eccessivamente semplice ed economica.In poche parole come prima cosa otturerei la falla solamente saldando grosse quantità di rete ele eperienzettrosaldata allo scafo,cosa che è molto veloce dato che la falla è quasi tutta fuori dalla linea di galleggiamento.Poi butterei una copertura di cemento specifico capace di indurire velocemente e con tenuta come su una soletta,senza neanche rimuovere il masso che e rimasto incagliato dentro che dovrebbe diventare unica cosa con la copertura cementizia.per questo non ci stiamo inventando niente”vedi costruzioni navali in ferrocemento con trattati di tutti i tipi e tecnologie all’avanguardia.Unico difetto costa quasi niente ed è troppo veloce quindi nessuno approverà un’idea di queto tipo si guadagna troppo poco.cercare di estrarre il carburante di bordo secondo sempre il mio parere è oltremodo errato prima perchè se non è uscito fino ad adesso quasi sicuramente il personale di macchina avra avuto il tempo di intercettarlo subito dopo l’impatto con gli scogli cosa che è immediatamente verificabile interpellando i macchinisti.Poi perchè sarebbe molto più sicuro e veloce estrarlo con la nave raddizzata,tenendo conto che bisognerà riscaldarlo e allora un eventuale inconveniente sarebbe veramene un impatto ambientale spaventoso dato che verrebbe furi senza bisogno di pomparlo.Consideriamo anche che gli stessi sebatoi sostituirebbero una volta svuotati un’enorme spinta di galleggiamento per la galleggiabilità della nave.quale è il motivo di svuotarli prima non è la nave stessa come un’enorme piscina che malauguratamente potrebbe contenere il fuori uscito dentro essa stessa?…Concludendo ancorerei la nave con cavi dalla parte più bassa di essa”carena”verso terra con dei martinetti idraulici per evitare che durante l’0perazione di svuotamento possa muoversi smodatamente o scivolare verso non dovrebbe,e poi con i famosi palloni aria e grosssissime idrovore capaci di svuotare acqua il più velocemente possibile.una volta capace di galleggiare rimorchiamola nel posto più vicino su bassissimo fondale e fare tutto il resto delle operazioni prima di tutto il recupero delle povere vittime,cosa che credo sia quasi impossibile nella condizione in cui si trova adesso.
Grazie Francoco per i suggerimenti. A me però pare che il carburante sia già iniziato a fuoriuscire, altrimenti perchè Gabrielli avrebbe detto che l’inquinamento è già in atto?
Comunque, penso che sia meglio, come dici tu, svuotare la nave prima di trasportarla. Purtroppo non ho conoscenze specifiche in merito alla migliore tecnica di svuotamento da utilizzare, quindi non posso valutare appieno il tuo consiglio. grazie comunque, è importante interessarsi anche alla nostra Salute Ambientale, visto che tra petroliere ed inquinamenti vari, i nostri Mari , non godono di un’ ottima salute… anzi.
Grazie ancora Francoco e ciao!
No il carburante ancora (e speriamo mai) non è uscito. Gabrielli si riferiva alle sostanze chimiche, come detersivi e prodotti chimici vari, a bordo della nave che si sono diffusi nell’acqua.
Si,hai ragione, ho sentito che lo diceva. Speriamo che domani, quando inizieranno le fasi di drenaggio fatte dalla ditta Olandese, non ci saranno intoppi.
salve a tutti io sono daniele e vorrei dire ed esprimere il mio parere e che quella nave non e messa cosi male si puo recuperare benissimo allora 1 bisogna fare lo stessoprocedimento quando si costruiscono le collone per i ponti cioe mettettere degli stampi in torno al punto dove si costruisce la colonna, li si riempe di cemento cuando e ascutto all centro dello stampo si svuota dall acqua esi comincia a costruire la colonna del ponte. intorno alla nave e la stessa cosa solo che cuando si svuota dall acqua si puo cominciare a a togliere quello scoglio che si e conficcato. poi saldare delle lamirere per chiudere la falla. e poi sicomincia a far rietratre lacqua dove la biamo tolta per saldare le lamiere. tirala su di 70 -max 80 gradi e svuotare la nave dall acqua che a all interno vedrete che riacuistera l’assetto che e cuallo che anno tutte la navi cio ritorna a gallegare poi viele portata in cantiere e ripararla completamente. tra”vogliamo mettere e una nave da 400 milioni di euro. nessuno e cosi stupido da dover perdere una navecosi anche perche non e un gommone che se lo perdi faniente”.
Ciao Daniele, grazie per il tuo parere, molto interessante. Penso che abbiano valutato tutte le ipotesi, e come dici anche tu, non penso proprio che buttino via una nave di questa mole. appunto perché pare che ci siano fortissimi interessi finanziari dietro al recupero del Concordia. La compagnia assicuratrice è la Lloyd’s a Londra (pensa la stessa compagnia che , a suo tempo assicurò… il Titanic!). Quindi potrebbe essere che, proprio per non pagare una cifra stratosferica alla Costa crociere, visto che dovrà risarcire per ogni passeggero, purtroppo morto, da 125 mila euro a 500 mila euro a seconda del caso ( almeno mi pare sia così). starà bene attenta a recuperare il recuperabile. Comunque penso che forse non abbiano ancora realmente deciso per la totalità della tecnica da usare. Prima viene lo svuotamento del combustibile anche se sembra un’operazione facile, il rischio inquinamento sarebbe alto se sbagliassero. staremo a vedere.