Capitale Europea della Cultura – Marsiglia e “Le Grand Atelier du midi”

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Marsiglia Capitale Europea della Cultura apre l’expo Le Grand Atelier du Midi dal 13 giugno al 13 ottobre

Marsiglia Capitale Europea della Cultura 2013

Capitale Europea della cultura

Il titolo di Capitale Europea delle Cultura fino al 2006 riservato a una città di un’unica nazione, dal 2007 investe ben due paesi. Per il 2019 la candidatura per la Capitale Europea della Cultura é destinata alla Bulgaria e all’Italia, con una scelta tra svariate città, tante sono le pretendenti al titolo, che hanno posto il proprio nome per l’importante evento, ma chi saranno le due prescelte non sarà noto prima del 2015.

Marsiglia Capitale europea della Cultura 2013

In questo momento la corsa al titolo, la corsa ai lavori in un secondo tempo, una volta la scelta fatta…mentre intanto fervono, con grande effervescenza, le attività a Marsiglia capitale europea della cultura 2013, insieme alla slovacca Kosice.

L’anno si è aperto il 12 gennaio con le inaugurazioni ufficiali ma è con i primi di giugno che Marsiglia ha visto esplodere le manifestazioni, una in fila all’altra in un susseguirsi di spettacolarità, di quelle che hanno composto la cosidetta trilogia…

Dopo un lungo inverno e una primavera praticamente inesistente, è improvvisamente arrivata la bella stagione e contemporaneamente l’inaugurazione del MuCEM, museo della civiltà dell’Europa e del Mediterraneo, il 4 giugno, alla presenza del presidente della Repubblica François Hollande.

Il Museo ha poi aperto le porte al pubblico tre giorni più tardi il venerdì 7 e fatto subito l’en plein: 70mila visitatori nello spazio di un week end.

Questo stesso fine-settima si è concluso ed é culminato domenica 9 con l’arrivo della transumanza sul Vieux Port di Marsiglia.

Più di 4000 animali tra montoni, mucche, capre e cavalli che hanno invaso la capitale europea della cultura, al culmine di un’epopea pedestre iniziata tre settimane prima in Provenza con oltre 600 km percorsi da animali e uomini, attraverso le Alpilles, la Camargue, lo stagno di Berre.

Ma il grande evento spettacolare che ha coronato la triade è la doppia mostra presentata con un solo nome Le Grand Atelier du midi.

Palais Longchamp

Marsiglia e Le grand atelier du midi

Marsiglia e il suo, recentemente rinnovato, Palais Longchamp,nell’ala riservata al Musée des Beaux Arts ospitano la sezione dedicata al “colore” con l’expo “Da Van Gogh a Bonnard” e 40 km più a nord, nel Musée Granet di Aix en Provence, si può ammirare la sezione consacrata alla “forma” con l’expo “Da Cezanne à Matisse”.

Forma e colore, non in opposizione ma in complementarità come sosteneva Cezanne “quand la forme est à sa richesse , la couleur est à sa plenitude

Doppia inaugurazione per questa duplice esposizione, lunedì 10 al mattino a Marsiglia, in una città inondata dalla luce e riscaldata da un sole estivo, tanto atteso e quasi miracolosamente tornato per contribuire ai festeggiamenti dell’infine riaperto Palais Longchamp, mirabile opera del “secondo impero” e dell’attesissima mostra.

E la sera l’inaugurazione ad Aix , con nuove presentazioni ufficiali, discorsi dei conservatori e direttori dei musei e delle autorità sulla piccola piazza formata dal sagrato della splendida chiesa di Saint Jean de Malte che continua con il lastricato che fronteggia il Musée Granet. All’ombra del grande ippocastano e del tiglio, che hanno lasciato passare gli ultimi raggi di sole filtrati tra le mura del quartier Mazarin, una schiera di invitati ha atteso di poter penetrare nel museo.

Museo Granet Aix en Provence

Due esposizioni e un unico titolo

le Grand Atelier du midi laboratorio del mezzogiorno come lo aveva definito Van Gogh quando, insediatosi nel sud della Francia, aveva cercato di farsi raggiungere dai suoi amici pittori per lavorare in questo”mezzogiorno, capolavoro a cielo aperto”.

Un totale di quasi 200 opere prestate e arrivate da collezioni private e decine e decine di musei che hanno contribuito a questo magnifico tributo al sud della Francia e agli artisti che se ne sono illuminati, spaziando in un arco ancora più largo, che supera le frontiere in un abbraccio che ha stretto e racchiuso il mare mediterraneo, questo meraviglioso Mare Nostrum, culla della nostra civiltà.

Dalle liguri Ventimiglia e Bordighera, attraverso lo sguardo di Claude Monet, alla Catalogna di Picasso, Dali’, Miro’, con incursioni nell’Africa del nord è tutto il mezzogiorno in senso largo, il mediterraneo che risplende in questa mostra.

Una mostra che ha aperto ufficialmente le porte al pubblico giovedì 13 giugno e le manterrà spalancate per quattro mesi fino al 13 ottobre.

Una mostra che non si può raccontare, si può solo ammirare con i propri occhi per lasciarsi trasportare dalle emozioni che sa suscitare.

Un percorso i cui si potranno scoprire opere mai viste o ritrovarne altre come “La Méridienne” di Van Gogh prestata dal Museo d’Orsay , che mai aveva abbandonato le mura della ex stazione della Gare d’Orsay.

Da Van Gogh a Bonnard, da Cezanne a Matisse, ritrovando l’italiano Modigliani e il suo amico, il russo Chaïm Soutine da cui il pittore livornese si era fatto raggiungere nel sud, dove la tavolozza del russo si illumina e i suoi paesaggi dalle forme curvilinee ed aeree si ritrovano inondati di luce.

Una mostra, frutto della sapiente opera dei due conservatori: Marie Paule Vial direttrice del museo dell’Orangerie di Parigi, legata a Marsiglia (dove aveva lavorato nel passato) e Bruno Ely direttore del museo Granet con  la l’indispensabile collaborazione dello staff dei loro assistenti.
Una mostra che ritraccia con le quasi 200 opere circa un secolo di arte pittorica dal 1880 al 1960 illustrando i diversi movimenti che hanno caratterizzato XIX e XX secolo:dall’impressionismo al postimpressionismo, il fauvismo, il cubismo fino alle esperienze surrealiste e all’astrazione.

Una mostra del sud con pittori mediterranei e del nord, venuti nel “midi”ad allargare l’orizzonte dei loro cieli.

Opere arrivate da un po’ tutto il mondo a testimonianza di una grande internazionalità, e conferma dell’importanza del ruolo di una capitale europea della cultura che ha saputo mettere in valore le sue radici, la sua terra, i suoi colori grazie questa esposizione che illumina, irradia, emoziona e che è assolutamente da non perdere.

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