Romano Prodi possibile Presidente se c’è l’accordo dei cinque stelle

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Impasse dei cinque stelle sul nome di Romano Prodi, da alcuni criticano e da altri voluto. Saranno i deputati a decidere. E sulla questione, si pronuncia Casaleggio.

Prodi


Nel 2013, anno di grandi cambiamenti nella politica italiana, i parlamentari sono chiamati ad eleggere il nostro Presidente della Repubblica, la più alta carica dello Stato. Quest’anno più che mai il nuovo nome è avvolto nel mistero: chi sostituirà Giorgio Napolitano? Ogni partito avrà un nome di riferimento al quale rivolgersi, e tra questi vi è il movimento cinque stelle che ha deciso di mettere in moto la “trasparenza virtuale” e di indire quelle che sono state ribattezzate le Quirinarie, ovvero delle “primarie” per scegliere il candidato Presidente della Repubblica. Nove i nomi del candidati: Bonino, Caselli, Fo, Gabanelli,  Imposimato, Prodi, Rodotà, Strada e Zagrebelsky. Candidati differenti per molti punti di vista, ma accomunati dall’esser portatori, ciascuno di loro,  di un pezzo di storia italiana.

Prodi, il nome che fa discutere i cinque stelle

Fra tutti i nomi, quello che alza un polverone interno al movimento è quello di Romano Prodi. Per alcuni esponenti del movimento, Prodi è ineleggibile perché considerato “il padre dell’euro” e quindi in contrapposizione con quelli che sono i principi del movimento che, è bene ricordare, ha al suo interno un’ala che vorrebbe anche l’uscita dell’Italia dalla moneta unica. Anche il capogruppo del Senato, Vito Crimi, si è detto sorpreso di come il “primo turno” delle quirinarie abbia visto un’escalation di Prodi ed ha così commentato: “Non me l’aspettavo. Ma accetteremo qualsiasi risultato“. A dir la verità è poco probabile che l’ex premier di centrosinistra italiano riesca ad ammorbidire i cuori dei cinque stelle e a trionfare come candidato presidente della Repubblica. I favoriti sono infatti Strada e Rodotà. Il nome di Prodi potrebbe però spuntare, più degli altri, in Parlamento nel momento effettivo dell’elezione del Presidente. Come sfuggire quindi all’impasse di non votare un candidato che si aveva comunque nella rosa dei nomi nelle Quirinarie? Il movimento ha deciso che la scelta sarà affidata ai deputati grillini, se un caso del genere dovesse verificarsi. Gli onorevoli dei cinque stelle dovranno quindi decidere, in seduta privata, se appoggiare la scelta del Pd e votare Prodi o se continuare per la propria strada.

A dare agli adepti del movimento una linea guida arriva però Casaleggio, definito guru dei cinque stelle assieme a Grillo. Casaleggio ha così dichiarato: “Il Presidente della Repubblica deve essere super partes, possibilmente non politico, che rappresenti tutti gli italiani. Noi ci rimettiamo sempre alle decisioni del Movimento. Se la maggior parte del Movimento dovesse votarlo, sarà lui”. 

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