Province se ne salvano 43 su 107 | NUOVA CARTINA

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Province se ne salvano 43 su 107, i cambiamenti dell’Italia. Malumori tra territori che saranno  presto accorpati. Nuova cartina

Province, 43 su 107, come cambia l’Italia

Province, ne rimarranno 43 ma i malumori delle province che saranno presto accorpate, secondo i programmi del governo Monti, aggiornati a oggi 22 Luglio 2012, si fanno già sentire.

Ecco degli esempi dei malumori delle Province che, non dovranno più, essere tali:

Alessandro Ciriani, Pdl, presidente della Provincia di Pordenone:

Pordenone non finirà mai ‘sotto’ Udine piuttosto siamo pronti ad andare sul ponte del Tagliamento per difendere il nostro territorio.

Feliciano Polli, presidente dell’amministrazione provinciale di Terni:

In Umbria si creerà l’assurdo di un’unica Provincia, quella di Perugia, con un territorio che coincide con quello della regione.

Il decreto sulle Province appena varato dal Consiglio dei ministri che ha definito i criteri per il riordino delle Province previsti dalla spending review, insomma, è destinato a creare più di qualche malumore, per non parlare di rivalità storiche tra popolazioni vicine come quella tra i livornesi e i pisani.

Renata Polverini, presidente della Regione Lazio:

Con questi nuovi criteri al danno si é aggiunta anche la beffa: rischiamo di perdere la Provincia di Viterbo per 30.000 residenti in meno del necessario e quella di Latina per 49 kmq in meno di quanto stabilito con il decreto votato dal Consiglio dei Ministri.

Rieti, invece, avrebbe chilometri quadrati in abbondanza, ma non abbastanza abitanti secondo una proporzione che non risponde né a logiche di risparmio concrete e realistiche, né a criteri storici, economici o sociali. Persino Frosinone, che pure avrebbe tutti i requisiti sanciti dal decreto odierno, si salverebbe in modo virtuale, considerato che perderebbe il capoluogo.

In base ai nuovi criteri approvati dall’esecutivo, i nuovi enti dovranno infatti avere almeno 350mila abitanti ed estendersi su una superficie territoriale non inferiore ai 2500 chilometri quadrati. Saranno quindi 64 su 107 le Province da accorpare, di cui 50 in Regioni a Statuto ordinario e 14 in Regioni a statuto speciale. Le Province ‘salve’ sarebbero dunque 43 su 107 di cui: 10 metropolitane, 26 in Regioni a Statuto ordinario e 7 in Regioni a statuto speciale.

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In Sardegna, per esempio, la legge costituzionale dell’Isola prevede tre Province:

 Cagliari, Sassari e Nuoro.

In Friuli Venezia Giulia, é il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, a ricordare che:

E’ la Regione che deve decidere sia per quanto riguarda l’estensione sia per ciò che attiene al numero di abitanti” anche se ammette che pensare di mantenere quattro Province in una regione come la nostra, di soli un milione e 200 mila abitanti, è un po’ troppo.

Da fonti ufficiali apprendiamo che, in virtù delle nuove leggi:

Basti pensare che tra le nuove Province che potrebbero nascere dall’accorpamento di quelle esistenti c’é la ‘Provincia romagnola’:

che riunirebbe Cesena, Forlì, Rimini e Ravenna che sono già al lavoro per un’unica Provincia; Parma, Piacenza, Modena e Reggio Emilia, invece, potrebbero far parte di una sorta di ‘Provincia del buon gusto’ capace di riunire tutte le migliori Indicazioni geografiche protette (Igp) del Paese, dal parmigiano al prosciutto, all’aceto.

In alcuni territori il ‘taglio’ delle attuali Province sarà drastico: basti pensare alla Toscana, dove, delle attuali 10 Province, solo Firenze ha i requisiti non solo per rimanere, ma per trasformarsi in città metropolitana.

Le altre 9 dovranno accorparsi per dare vita, è probabile, a due nuove amministrazioni provinciali. In Lombardia, su 12 Province attuali, solo 4 (Milano, Brescia, Bergamo e Pavia) hanno i requisiti per rimanere in vita (Milano si trasformerà in città metropolitana), le altre dovranno in qualche modo accorparsi.

 

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