Neonazisti, crescita in Europa

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Neonazisti e gruppi xenofobi in crescita in Europa. Fenomeno preoccupante. Le occasioni per incontrarsi sono raduni politici, e concerti.

Neonazisti e xenofobi.

Da una ricerca che è pubblicata  su un quotidiano a larga tiratura, capita di imbattersi spessissimo, in questi giorni in articoli e redazionali, frutto di tesi di opinionisti, che evidenziano, sempre più la crescita a macchia ,in tutt’europa di nuovi gruppi  Neonazisti o di cultura xenofoba:

Il loro nemico? Le banche e l’Europa, ma soprattutto “lo straniero”. Perché l’obiettivo dichiarato dei nuovi camerati sono immigrati, arabi e islamici soprattutto, oltre che rom ed ebrei. E politica, ideologia e riferimenti storici si confondono tra gli appartenenti alla nuova internazionale nera: decine di migliaia di estremisti della destra più radicale in Europa. Neonazisti, nuovi e vecchi fascisti, nazi-skin, bonehead, hammer-skin, autonomi nazionalisti, movimentisti e cani sciolti. Da nord, in quella Norvegia ancora scossa dalla strage del 22 luglio 2011 (77 morti tra Oslo e Uttoya e un responsabile – Anders Behring Breivik, 33 anni  –  attualmente sotto processo) a sud, nella Grecia segnata dal successo elettorale del partito neonazista Alba d’Oro (quasi il 7% e 21 seggi, per la prima volta, in Parlamento). Attraverso Ungheria, Russia, Serbia, Germania, Inghilterra, Austria, Francia, Spagna e Italia. Truppe di vecchi nostalgici, piccole masse di reazionari, ma soprattutto una crescente folla composta da nuove e nuovissime generazioni di europei sostengono i partiti dell’odio e dell’intolleranza, si organizzano in piccoli e grandi gruppi movimentisti, si rendono responsabili di aggressioni, pestaggi e omicidi, trovando punti di contatto nella musica e attraverso il web, spesso oltre l’ideologia.

Kinga Goncz, parlamentare europea ed ex ministro degli Esteri ungherese, riguardo alla Politica sul fenomeno dei Neonazisti, ed a dichiara che:

La crescita del fenomeno dei Neonazisti è evidentemente legata alla crisi. Oltre ai casi più eclatanti di Grecia e Francia, penso a quanto successo in Slovacchia, Romania e Olanda: le urne hanno premiato i partiti socialdemocratici e quelli di estrema destra, perché i cittadini cercano soluzioni politiche, ma anche i colpevoli. E penso all’intolleranza nei confronti di immigrati e Rom. Il pericolo esiste e lo dimostrano i programmi razzisti e xenofobi dei partiti che legittimano il fenomeno.

Così come le parole d’ordine sempre più diffuse dei Neonazisti, dai discorsi dei leader populisti alla moltiplicazione dei messaggi nei forum su Internet, identificando i responsabili nel “turbocapitalismo”, nei “banchieri”, recuperando antichi attacchi alla “lobby ebraica.

Berlino Maik Baumgaertner, giornalista e studioso tedesco dell’estrema destra e quindi dei partiti Neonazisti,avverte:

In questi anni la crescita dei collegamenti tra i gruppi più radicali è stata esponenziale. Ci sono evidenze di incontri tra neonazisti tedeschi e loro omologhi austriaci, spagnoli, svizzeri, scandinavi. Le occasioni sono raduni politici, ma soprattutto concerti. Perché la ricerca è quella della comunità identitaria, all’interno della quale si scambiano esperienze, anche per sfuggire alla repressione esercitata dalle autorità nei singoli Paesi di provenienza. Il proporzionale puro permette a questi partiti di entrare nel Parlamento Europeo.

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Sempre dall’interessanter analisi pubblicata su un noto quotidiano, in merito alla diffusione capillare del fenomeno Neonazista e xenofobo, riguardo alle occasioni di aggregazione notiamo che:

Neonazisti nel Web. Perché da Altermedia e Thiazi Forum, i più importanti siti di estrema destra in Germania, fino a Stormfront “importato” dall’America, passando per il francese Zentropa, oggi è Internet a offrire il modo per superare tali barriere. Come spiega ancora l’europarlamentare ungherese Goncz: “Il web è cruciale, è lì che si riconoscono e aderiscono, mobilitandosi attraverso i social media. La Rete li fa sentire meno isolati. E, a differenza dei vecchi partiti queste nuove organizzazioni sono brave a usare Internet, in questo aiutati dalla maggiore conoscenza dell’inglese da parte dei più giovani”.

Un esempio è proprio quello di Jobbik, “movimento per un’Ungheria migliore”. Ancora Goncz: “Hanno un programma vecchio, antisemita, che risulta persino difficile da accettare dalle forze omologhe nel resto d’Europa, dove prevale l’intolleranza nei confronti degli immigrati stranieri, degli arabi. Ma in Ungheria la situazione è particolare, abbiamo avuto due gravi crisi in vent’anni, prima di quella attuale c’è stato il periodo della fine del regime comunista. Le nuove generazioni si ribellano sempre contro il passato e quindi  –  nel nostro caso – contro il comunismo. Jobbik rappresenta il nuovo, ai loro occhi, lontano dalla corruzione. Qui le aspettative nei confronti della democrazia erano molto alte, la vicinanza e il legame storico con l’Austria ci aveva fatto guardare a quel benessere come qualcosa di imminente, quasi di dovuto. Invece le cose non sono andate così. E la delusione soprattutto tra i più giovani è stata grande”.

Neonazisti nella Musica. La musica, quindi. Perché è fenomeno diffuso e aggregante, dal rock “identitario” alla cosiddetta “hate music”. Sonorità dure e testi più o meno espliciti. Band che si riconoscono nel circuito (anche e soprattutto online) di Blood and Honour: sezioni in tutta Europa, fino alla Russia, band nate nel segno dei veri “iniziatori”, gli inglesi Skrewdriver. Formazione nata nell’ambito del punk-rock inglese a fine anni Settanta, ma poi convertita dal cantante (e leader del nascente National Front) Ian Stuart a guidare la trasformazione razzista, fascista e neonazista di parte della scena skinhead. Dal 1982, con la nascita di Rock Against Communism e dei relativi concerti, propagandosi nel resto d’Europa, fino agli inizi degli anni Novanta. E oltre, perché sciolti gli Skrewdriver, e per quanto minoritario e represso il fenomeno  –  tanto che in Germania Blood and Honour è al bando da 12 anni  –  continua l’attività di band come gli inglesi Brutal Attack, i tedeschi Lunikoff Verschworung, Oidoxie, Endstufe, Kraftschlag e Blitzkrieg, ma anche gli italiani Legittima Offesa e Timebombs, per citare solo alcuni dei nomi più attivi in Europa.

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