Durban (Sud Africa): Accordo Globale alla “Conferenza Mondiale sul Clima”

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SI AL TRATTATO MONDIALE! Accordo globale salva-clima entro il 2015

Lo ha deciso la 17/a Conferenza mondiale sul clima a Durban, in Sudafrica, che
ha trovato anche un accordo per il Kyoto2 dopo il 2012. Per l’accordo globale si
inizierà a lavorare già a partire dal prossimo anno. Per questo è stato
incaricato un gruppo di lavoro ad hoc in base alla “piattaforma di Durban”.

Il documento, che dà mandato al gruppo di
lavoro di definire l’accordo globale entro il 2015
, sottolinea
l’urgenza di accelerare i tempi e di alzare il livello di riduzione. La forma
giuridica dell’accordo sarà oggetto di ulteriori discussioni. Per quanto
riguarda il Kyoto2 dopo il 2012, riguarderà sostanzialmente l’Europa e pochi
altri paesi industrializzati, visto che Giappone, Russia e Canada da tempo hanno
annunciato il loro no al secondo periodo del Protocollo.
Il Kyoto2 ha la funzione di fare da ponte
verso l’accordo globale
. “Siamo usciti dal ‘cono d’ombra’ di
Copenaghen. L’accordo – ha commentato il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini,
che nei giorni scorsi ha partecipato personalmente alla trattativa – supera i
limiti del Protocollo di Kyoto e ha una dimensione globale” offrendo all’Europa,
e soprattutto all’Italia, la possibilità di costituire la ‘piattaforma’ per lo
sviluppo con le grandi economie emergenti, Brasile, Cina, India, Messico e
Sudafrica”.
Nel “pacchetto Durban” approvato dalla
Conferenza
, anche il via libera all’operatività del Fondo Verde per
aiutare i paesi in via di sviluppo a sostenere le azioni contro il riscaldamento
globale. Si tratta di 100 miliardi di dollari al 2020. La tabella di marcia con
l’accordo mondiale e il ‘ponte’ di Kyoto2 ha come principale obiettivo quello di
portare dentro la lotta comune ai cambiamenti climatici le nuove economie come
Cina, Brasile e India. La partita è importante anche nei confronti degli Stati
Uniti che non hanno mai ratificato il primo periodo di Kyoto.
L’approvazione dei testi è avvenuta intorno
alle cinque del mattino
ora locale (le 4.00 in Italia) dopo una
tempistica che ha sforato di oltre un giorno la normale durata del summit,
iniziato il 28 novembre scorso e che sarebbe dovuto terminare, secondo i piani,
venerdì. Nelle ultime ore era emersa la volontà, dichiarata dalla presidenza
sudafricana della Conferenza Onu, di procedere a oltranza per uscire da Durban
con l’approvazione dei documenti. Battendo il martelletto, come da pratica
ufficiale, alla Plenaria, il presidente della Conferenza, Maite
Nkoana-Mashabane, ha detto: “Abbiamo fatto la storia”. Soddisfatto si è detto il
Brasile. Per ambientalisti e piccole isole, invece, il testo non è abbastanza
forte: difficile mantenere sotto i due gradi l’aumento della temperatura globale
come indicato dagli scienziati, come termine per non arrivare a effetti
catastrofici di non ritorno.
Climi: entro il 15 gennaio piano contro le
emissioni
– “L’Italia è nel gruppo di testa dei paesi che hanno voluto
l’accordo di Durban e ora siamo impegnati a dare seguito all’accordo nelle
politiche nazionali, nella nostra partecipazione alle decisioni europee e nel
rafforzamento del nostro partenariato con Brasile, Cina, India, Messico e
Sudafrica”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, sui risultati
della conferenza Onu a Durban. Entro il 15 gennaio Clini presenterà la revisione
del piano nazionale di riduzione delle emissioni.

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