Ramadan: falsa partenza in Francia

0 58

Inizio del Ramadan previsto in Francia martedì 9 luglio. La smentita nella stessa mattinata e inizio rimandato al 10. Lotta tra CFCM e moschee

Una grande confusione è regnata in Francia sulla data di inizio del Ramadan.

Il 9 luglio come previsto con largo anticipo e confermato alla vigilia l’8 dal CFCM (consiglio musulmano francese) o il 10 come nei paesi del Maghreb o in Arabia saudita?

Inizio del Ramadan

L’inizio del Ramadan varia, ogni anno, secondo il calendario lunare e si basa sull’osservazione della luna nella sera del 29° giorno dell’ottavo mese lunare.
Se in tale notte, “la notte del dubbio” il primo quarto di luna è visibile, allora l’inizio del Ramadan è per l’indomani, altrimenti per il giorno dopo.

Impossibile dunque prevedere con largo anticipo l’inizio del mese di digiuno, dovendosi basare sull’osservazione del cielo ad un momento preciso .

Il CFCM aveva deciso di avvalersi di tecniche moderne, utilizzando calcoli astronomici per determinare l’inizio del mese sacro del Ramadan e poterne stabilire con sufficiente anticipo la data di partenza, in modo da agevolare l’organizzazione specialmente per i lavoratori dipendenti.

L’inizio del “mese del digiuno” (astinenza, dal bere, mangiare, fumare, attività sessuali dall’alba al tramonto), dunque, in conformità a calcoli astronomici moderni, annunciato ben due mesi prima dal CFCM, lo prevedeva per martedì 9 luglio, con una data di partenza uguale per tutte le comunità islamiche sul suolo francese, diversamente dal solito, rispetto a quanto finora avvenuto in questo paese e comunque diversamente dalle decisioni di paesi come l’Arabia Saudita o del Maghreb.

In Arabia Saudita ugualmente si facevano previsioni da parecchie settimane, in attesa comunque di conferma ad occhio umano con astronomi sollecitati a stimare la nascita della nuova luna e la sua visibilità, segnando così l’inizio del mese di Ramadan. Un professore di astrofisica di un’università di questo paese aveva dichiarato che la luna sarebbe scomparsa l’8 Luglio, giusto dopo il tramonto e che sarebbe stato quasi impossibile che la nuova luna fosse visibile dalla Mecca quello stesso giorno. Da qui l’inizio del Ramadan previsto per il 10 e poi così confermato, in base all’assenza di luna nuova la notte dell’8.

In Europa le diverse comunità musulmane si basano spesso sugli usi dei loro paesi d’origine, seguendo il metodo scientifico come avviene in Turchia da decenni o sul metodo visivo secondo la tradizione, con il risultato appunto di inizi in giorni diversi anche in uno stesso paese come è stato il caso della Francia.

Anche in Italia c’è chi attendeva la “notte del dubbio” e chi si era affidato al calcolo astronomico.

La Francia e il Ramadan

In Francia nonostante l’annuncio del CFCM il 9 maggio, poi confermato l’8 luglio che il Ramadan, come calcolato scientificamente sarebbe iniziato l’indomani 9, non ha trovato il supporto della maggior parte delle moschee francesi.

Quella di Parigi e quella di Lione, hanno sconfessato l’inizio, confermandolo per il 10 con il risultato che martedì, a inizio mattinata il CFCM ha fatto marcia indietro e chi aveva seguito la sua prima decisione e aveva iniziato il digiuno al sorgere del sole, con la smentita delle ore 9…lo ha rotto e rimandato a mercoledì.

“Stamani ho smesso di mangiare alle 5. Ma appena ho avuto notizia che il CFCM aveva spostato l’inizio del Ramadan all’indomani, ho rotto il digiuno come la maggior parte dei miei colleghi musulmani praticanti tutti delusi da questa mancanza di rigore”. Ha raccontato Amhed giovane consigliere finanziario parigino.

Mentre Dalil Booubakeur, nuovo presidente del CFCM (ma solo da pochissimo, dal 30 giugno)e rettore della Grande Moschea di Parigi ha affermato al quotidiano Le Monde: “La grande majorité des fidèles a voulu suivre l’Arabie Saoudite et d’autres pays, qui commenceront le ramadan le 10 juillet. Vox populi, vox dei ! Nous avons donc décidé de nous adapter  à ce souhait de la communauté musulmane.

 “Vox populi, vox dei”. La comunità musulmana si è espressa per il mantenimento delle tradizioni e il CFCM non ha potuto che adeguarsi.

Rispondi