Manifestazione anti matrimonio-gay

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Manifestazione sotto alta sorveglianza a Parigi. Gli anti matrimonio-gay di nuovo nelle strade della capitale francese.

Ultima Festa della mamma- prima della liquidazione

La legge “Toubira” dal nome della ministro della giustizia francese che apre le porte al matrimonio tra persone dello stesso sesso, approvata nel suo iter alla Camera, al Senato e di nuovo alla Camera, ha “superato l’esame” del Consiglio Costituzionale, cui gli oppositori si erano rivolti, facendovi ricorso.

Approvata dal Consiglio Costituzionale il 17 maggio, la legge è stata rapidamente promulgata dal presidente Hollande sul giornale ufficiale il 18 maggio e mercoledì prossimo a Montpellier sarà già celebrato il primo matrimonio omosessuale, prima che il mese di maggio si concluda.

Ma tutto questo non ha fatto retrocedere gli oppositori al matrimonio per tutti.

La manifestazione da lungo tempo prevista per questa’ultima domenica di maggio, giornata in cui  è di regola, normalmente celebrata “la fête des mères – la festa della mamma”,  é stata mantenuta.

Fatta la legge la manifestazione non cambia

Legge promulgata oppure no, non cambia nulla e i contrari sono pronti a scendere in piazza, manifestare, proclamare il loro scontento nei confronti di una legge su cui sperano (praticamente invano) che il governo faccia marcia indietro, come nel passato è avvenuto in altri due casi di leggi che hanno subito forti contestazioni.

La destra all’opposizione  e la sinistra al Governo si accusano reciprocamente di far salire la tensione e di aver reso questa manifestazione, una manif “a rischio” per tutti. Il ministro degli interni Manuel Vals  sconsiglia le famiglie con bambini di prender parte al corteo temendo possibili  “straripamenti”, disordini, violenze.

La destra ribatte che si cerca di far pressione e impaurire i manifestanti  e che il Governo in ogni caso non è capace di garantire la sicurezza.

“Manif per tutti”

Tre punti di partenza per la sfilata della “Manif pour tous”, dalla Gare d’Austerliz alla Porte Dauphine per poi  ritrovarsi tutti alle ore 19 sulla spianata degli Invalides, dove la manifestazione dovrebbe terminare e i manifestanti disperdersi. In genere é proprio a questo momento, alla fine della manifestazione che caos, atti di violenza e vandalismo hanno avuto luogo.

La leader del gruppo “Manif pour tous” Frigide Barjot che per sei mesi ha riunito intorno a sé schiere di anti-mariage-gay si è ritirata e ha confermato la sua assenza al corteo e anche sul podio. Minacce dirette contro la sua persona da parte di individui di estrema destra la hanno fatta decidere di mettersi “al lato del movimento”. La sua ottica a favore di una “Unione civile” e le sue manif che lei voleva “gioiose e pacifiche” non erano certo apprezzate da una destra estrema che la ha scavalcata, le invia, a quanto pare, minacce di morte e sms in cui le si ripete “non parlerai di unione civile

Gli oppositori più radicali sono oramai raggruppati sotto il nome di “Printemps français”, e la loro porta parola Béatrice Bourges, spinge per azioni più decise delle operazioni “bisounours” di Frigide Barjot, considerate come lo dice il termine coniato, interventi troppo sdolcinati, da bacetti e orsacchiotti.

Manifestazione e Sicurezza

Parallelamente alla Manif pour tous ne è prevista un’altra, separata e indipendente  che fa capo all’istituto Caritas, legato ai cattolici integralisti e come  “Printemps français” rimprovera lo stile Barjot .

il presidente di Caritas ha ben precisato che il suo gruppo non é composto da delinquenti, spaccatori, che non cerca risse né violenza e manifesterà per comunicare, ma comunicare con rabbia, “con collera e non cantando e ballando”

Intanto 4500 forze dell’ordine tra polizia e gendarmi  sono predisposte, il doppio di quelle presenti alla manifestazione del 24 marzo.

La sfilata ha preso il via alle 14 tra affiche che polemizzano sull’ultima “Festa della Mamma”(prima della liquidazionei)e volontari della sicurezza che operano per tentar di evitare deborda menti impedendo di  camminare sui marciapiedi, lasciati liberi per evitare infiltrazioni di frange estremiste.

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