Hollande a 67 giorni dall’investitura. Fatti, fatti non solo di parole

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Hollande le nuove disposizioni in materia fiscale, contributiva, i cambiamenti del governo Hollande-Ayrault.

François Hollande:  due mesi di governo.

François Hollande e il suo governo si stanno dando da fare per poter cercare di risollevare le sorti della Francia, invischiata in una situazione economica drammatica, in cui il debito pubblico francese non gode certo di grande salute e non è poi così lontano da quello italiano.

Lo sforzo richiesto e l’impegno è tanto, i traguardi da raggiungere lontani, François Hollande benché chiamato Merlin l’enchanteur, il mago Merlino, di bacchette magiche non ne ha, non è un super eroe, né Superman, né Super Mario.

 

Dal 15 maggio giorno dell’investitura di François Hollande all’Eliseo e dal 17, varo del nuovo governo, di giorni ne sono oramai trascorsi rispettivamente 67 e 65.

Più di due mesi in cui il nuovo governo si è dato e continua a darsi da fare per varare nuove leggi, cercar di riassestare il bilancio statale e di riempire le casse governative promulgando leggi, sopprimendone e modificandole all’insegna di una volontà di giustizia sociale.

La strada è lunga, di lavoro da fare ce ne è tanto…in Francia come altrove.

Tagli agli stipendi

Il presidente Hollande ha subito iniziato con i tagli degli stipendi dei ministri con un decreto del 17 maggio.

Opera ammirabile e apprezzabilissima anche se non va dimenticato che quando è stata decisa eravamo ancora in piena campagna elettorale per le legislative, che il Partito socialista voleva ovviamente vincerle e farlo alla grande per poter preferibilmente governare da solo e non dover dipendere dal beneplacito di nessun altro partito.

Il taglio agli stipendi ha oltre al valore venale, tutt’altro che disdegnabile un valore soprattutto simbolico, sforzi e sacrifici per tutti, non solo per i cittadini normali.

Un messaggio positivo, di giustizia  e di speranza.

Magari non sarebbe stato male dare un taglio anche alle poltrone, il risparmio sarebbe così potuto aumentare.

Dal primo governo varato il 17 maggio, formato da 34 ministri più uno ( il Primo ministro) totale 35, primo governo Ayrault che per la par condicio aveva offerto 17 poltrone ai ministro donne e 17 ai ministro uomini, si é passati all’attuale, il secondo governo Ayrault, quello riformato dopo la vittoria alle legislative e il numero totale dei ministri è salito a 39.

Governo più nutrito, ma par condicio salva: 19 donne e 19 uomini più il solito primo ministro.

Altra riduzione di stipendio: questa volta  per il presidente Hollande e il suo primo ministro.

Mentre il presidente Sarkozy aveva aumentato il proprio stipendio allineandolo a quello del primo ministro François Fillon (che guadagnava più di lui), François Hollande ha dato un taglio del 30% allo stipendio del primo ministro e al proprio.

L’emendamento, incluso nel progetto rettificativo della legge sulle finanze è stato votato giovedì 19 luglio e sarà retroattivo alla data della loro entrata al potere.

TVA sociale

Morte sancita per la TVA sociale, voluta da Sarkozy , votata dal governo Fillon, che avrebbe dovuto entrare in vigore dal 1 ottobre e abrogata invece martedì 17 luglio.

TVA (taxe sur la valeur ajouté, tassa sul valore aggiunto) equivalente dell’IVA italiana, chiamata sociale, non perché destinata a migliorare direttamente la sorte dei lavoratori, ma per finanziare le spese sociali.

Lo scopo era finanziare la protezione sociale e diminuire i contribuiti delle ditte in modo da rendere il costo del lavoro più basso e aumentare la competitività delle imprese nonché evitare la delocalizzazione.

Pro e contro a seconda dei punti di vista, certamente un aumento che avrebbe toccato le tasche di tutti, ricchi, meno ricchi e poveri.

Da notare comunque che questo aumento non sarebbe stato applicato sulla TVA a 5,5 % quella sui prodotti alimentari e che i generi di prima necessità non avrebbero dunque subito l’aumento (dell’ 1,6 punti) riservato alla TVA al 19,6 %

Defiscalizzazione straordinari

La formula cara a Sarkozy “lavorare di più per guadagnare di più” fa parte del passato e degli sgravi fiscali passati a miglior vita.

François Hollande lo aveva annunciato nel suo programma: le famose ore supplementari defiscalizzate sarebbero state soppresse.

La defiscalizzazione sarebbe rimasta attiva solo per le piccole imprese al di sotto dei 20 dipendenti.

E così è stato ma solo relativamente agli sgravi fiscali dei datori di lavoro, che nelle piccole imprese continueranno a non pagare i contributi.

Quanto ai dipendenti le loro ore sup saranno tassate, in nome della “uguaglianza di trattamento” per i lavoratori

Del “lavorare più…”rimarrà solo la prima parte oppure “lavorare più per pagare più”.

Certo che questo è stato un colpo per tanti lavoratori dipendenti e non certo abbienti che potevano contare su un po’ di “extra”.

Secondo il PS queste agevolazioni impedivano nuove assunzioni e aumentavano la disoccupazione, costando peraltro troppo allo stato, di qui l’annullamento di tali misure.

Tasse sulle successioni e donazioni

Con il governo Fillon e Sarkozy presidente le donazioni in linea diretta genitori-figli erano ammesse ogni sei anni (ultimamente ogni dieci) e ogni genitore poteva donare a ciascun figlio fino a 159 mila euro, senza pagare tasse.

Oggi con il nuovo governo sotto Hollande le donazioni sono ammesse ogni 15 anni e per non più di 100mila euro a genitore, esentasse.

Pari sorte per le successioni. La tassazione scatta oltre i 100mila euro di eredità

Per quanto riguarda invece la famosa tassazione al 75% per le grosse fortune di chi ha un reddito superiore al milione di euro, la sorte non è ancora completamente decisa. Doveva essere una contribuzione eccezionale, poi l’eccezionalità è sembrata essere rivista e corretta per diventare UNA TANTUM (SPESSO).

Si parla infatti di lasciare questa tranche di imposizione fiscale il tempo necessario per bilanciare i conti.

Sperando che chi deve pagare non faccia fagotto e cambi aria magari oltremanica dove il famoso tappeto rosso è pronto a ricevere il contribuente che non vuol contribuire.

La prossima eliminazione del famoso bouclier fiscal, lo scudo fiscale che impedisce che siano pagate tasse oltre un tetto del 50%, secondo quanto annunciato da Jérôme Cahuzac, ministro delegato al budget, é imminente e sicuramente renderà poi la tassazione ancor più pesante.

François Hollande e il suo governo cercano di fare del loro meglio secondo la loro ottica e politica.

Certo che in momenti così difficili e scoraggianti si può cedere alla tentazione e al desiderio di attribuire a Hollande meriti e successi che non ha ancora raggiunto, si può sognare auto blu smantellate e vendute all’asta come le biciclette rubate che nessuno reclama e che la polizia in svariati paesi rivende, ci si puo’ rallegrare pensando a tutti quei beneficiari di privilegi che ne hanno perso finalmente uno e dovranno prendere l’autobus.

Tutto questo è umano e comprensibile, ma se “i sogni son desideri come cantava” Cenerentola, non è detto però che siano realtà o che ci possa continuare a raccontare favole.

Certo che tolti anche i sogni ..cosa può rimanere al cittadino senza speranza?

Fantasticare su face book?cinguettare su tweeter?

In Francia il tweet (all’Eliseo) è sospetto, ma face book non mi sembra da meno!

Il controllo,  il buon senso,un po’ di sano senso critico sono assolutamente di rigore per chi legge e per chi scrive!

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