Green Day, e la trilogia Uno! Dos! Tré! | INTERVISTA

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Green Day , e la trilogia Uno! Dos! Tré! Sul sito di Rolling Stone USA, lunga intervista a Billie Joe Armstrong. Intervista

Green Day , e la trilogia Uno! Dos! Tré!

Green Day , e la trilogia Uno! Dos! Tré! Sul sito di Rolling Stone USA, vi proponiamo una lunga intervista a Billie Joe Armstrong. I Green Day e la la colossale trilogia Uno!, Dos! Tré! in uscita a partire da settembre e considerata dagli stessi musicisti coinvolti come una sfida e un azzardo commerciale:

“Però le canzoni continuavano ad arrivare”, spiega Armstrong sul processo creativo che ha portato ad avere tre volumi di canzoni. “A un certo punto ho pensato, magari potrebbe essere un album doppio, ma mi sembrava un concetto un po’ troppo sfruttato. Poi un giorno ho detto ai ragazzi, “Invece di Van Halen I, II e III, che ne direste se fosse Green Day I, II e III e ognuno di noi avesse la sua faccia sulla cover di ogni volume?”.

Il suono dei tre album è descritto come molto vario, e non necessariamente punk: “Volevamo qualcosa di più incisivo, un power pop a metà fra AC/DC e i primi Beatles”. “Ma suona molto garage”, puntualizza, forse per non spaventare i fan di vecchio corso. E ancora: “Anche mio figlio mi ha chiesto, papà, non suoneresti di nuovo roba come quella che c’è in Dookie o Kerplunk? Adoro quei dischi, la roba punk con la quale sono cresciuto, ma ci sono un sacco di band che fanno quell’errore, di dire che vogliono tornare a essere old school quando è esattamente quello che hanno fatto fino a quel momento. Allora noi tanto per cominciare abbiamo cambiato il suono alle chitarre, senza usare per forza un’amplificazione massiccia con muraglioni di Marshall”.

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Fricke è colpito in particolare da Kill the DJ, descritta come la cosa più vicina a una canzone dance che si possa ascoltare dai Green Day. “Sta fra – dice ancora Armstrong – Sandinista” dei Clash, Sex & Drugs & Rock & Roll di Ian Dury e Genius of Love dei Tom Tom Club”.

Una canzone su Tré!, 99 Revolutions, è poi ricca di riferimenti al movimento Occupy. Con molta lucidità, Billie Joe ammette che “mi sento come del 99% ma tecnicamente sono l’1%. Vengo dal 99% ma ora sono nella posizione di poter mandare i miei figli in un buon college. La cosa interessante è che anche i vigili del fuoco o la polizia sono il 99%… ed è su questo punto che gli anarchici vanno in confusione”.

L’intera intervista con Billie Joe sarà sul numero di RS USA in edicola questo venerdì, e la si può leggere quasi tutta a questo indirizzo.

 

 

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