Egitto: la crisi della democrazia.

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egitto crisiTutto il mondo guarda verso il paese che era definito il più laico dell’Africa, l’Egitto. Una crisi gravissima a livello socio-politico ha portato migliaia di persone nelle piazze più grandi delle città.Il governo non esiste più e i militari stanno tentando di arginare le proteste delle fazioni più estremiste come quella dei Fratelli Musulmani dichiarata “associazione terroristica” dal capo dell’esercito. La vera tragedia si sta consumando in questi ultimi giorni con la polizia che spara ad altezza uomo e uccide senza pietà tutti coloro che si avvicinano alle sedi istituzionali.
Una mattanza senza precedenti in Egitto che lascia sgomenti tutte le maggiori potenze mondiali e che può portare a scenari di guerra che nessuno vuole immaginare. La crisi che lentamente si sta dissolvendo potrebbe aggravarsi se il conflitto interno al paese non cessasse.

Il prezzo del petrolio è sempre vigilato, ma si sa che un suo aumento porterebbe a pesanti conseguenze sul piano dei conti degli stati che non hanno autonomia sul piano energetico. Anche gli egiziani presenti nel nostro paese guardano la TV giorno e notte , ansiosi di conoscere tutte le ultime informazioni; non vogliono la guerra civile e predicano la calma. Un paese come questo , con personalità di spicco a livello mondiale , con un elevato tasso di scolarizzazione , non merita la morte della democrazia. Gli estremisti islamici hanno tentato di cambiare la costituzione e introdurre anche qui come in altri paesi mediorientali la legge del Corano , ma il presidente Morsi eletto pochi mesi fa è stato destituito dopo le proteste di milioni di persone . Un’azione che ha portato al suo arresto e che ha scatenato l’ira proprio dei sostenitori di Morsi che ora gridano vendetta e danno fuoco a questure e chiese cristiane.

Le battaglie sono continue; l’esercito attacca moschee dove sono nascosti i leader delle fazioni e spara. La comunità internazionale sta richiamando tutte le autorità all’ordine e alla non violenza. La situazione però è fuori controllo e i militari dovranno fermare le proteste entro pochi giorni altrimenti ci saranno conseguenze e bagni di sangue ancora per molto tempo.
Il popolo arabo non è più nella sua primavera, ma in un autunno molto imprevedibile.

Articolo a cura di Andrea A.

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